Una fine analisi politica

 da “Libertà” del 01/06/2011: 
San Giorgio. Dimettersi dopo l’elezione
significa tradire la fiducia
 

di SAMUELE UTTINI *
A seguito delle dimissioni del consigliere di minoranza del PD Massimo Silvotti, il consiglio comunale di San Giorgio è tornato nuovamente a riunirsi per prendere atto dell’ennesima surroga di un consigliere eletto nella lista “Insieme per San Giorgio”: con questa siamo a 9 in poco meno di due anni di mandato amministrativo. Da tale circostanza emergono alcuni chiari elementi politici che devono assolutamente essere evidenziati.
Innanzitutto emerge un dato sostanziale e numerico riferito alla funzionalità del consiglio comunale: nel nostro Comune, a seguito delle elezioni amministrative del giugno 2009 sono stati assegnati 11 seggi per la carica di consigliere comunale, oltre al Sindaco, alla lista che vince le elezioni e 5 alla minoranza.
Considerando che la lista elettorale era composta dal candidato sindaco e da 16 candidati consiglieri, a seguito del valzer di rinunce (l’ex sindaco Consiglieri, l’ex capogruppo Bongiorni, Zanoni, Carini, Pighi, Silvotti, Badagnani, Tinelli e Centri) ormai la lista “Insieme per San Giorgio” è ridotta all’osso tant’è che, in caso di vittoria elettorale, i consiglieri comunali sarebbero già esauriti e il consiglio avrebbe vista ridotta la sua consistenza a sole 13 unità (rispetto alle attuali 17) con una maggioranza risicata di soli 8 consiglieri. Per fortuna i sangiorgini si sono resi conto della proposta politica frammentata e disunita della lista “Insieme per San Giorgio” ed hanno evitato una tale disfatta istituzionale votando la solida e innovativa proposta dell’attuale maggioranza.
Occorre inoltre considerare nel merito questo infinito susseguirsi di dimissioni nelle fila della minoranza: solitamente chi si candida alle elezioni comunali, e viene eletto (sia in maggioranza che in minoranza), cerca di contribuire a migliorare la propria comunità con impegno, passione, dedizione nel rispetto del ruolo istituzionale che i cittadini hanno deciso di assegnargli attraverso il voto. Dimettersi, o addirittura rinunciare alla carica, significa tradire la fiducia degli elettori dimenticandosi gli impegni assunti in campagna elettorale e umiliando il voto popolare, massima espressione della partecipazione dei cittadini alla vita politica della propria comunità. Probabilmente si tratta solo di un “gioco” politico volto ad assicurare un “rimpasto” della minoranza che grazie alle surroghe riesce finalmente ad esprimere palesemente la sua intima vocazione quale compagine di sinistra finendo di nascondersi dietro la maschera di una lista civica.
Abbiamo infatti assistito, qualche mese fa, all’ingresso in consiglio dell’esponente dipietrista Lamberto Curatolo ed ora al membro di punta del locale direttivo del PD Oppilio Astorri che sostituisce Massimo Silvotti, frettolosamente uscito di scena, guarda caso, dopo le sue scomode dichiarazioni che confermavano la presenza di errori progettuali nel progetto di Piazza Marconi.
Tutto questo conferma la lungimiranza dei sangiorgini che, nelle urne, hanno dato un segnale evidente chiamando la nostra compagine amministrativa Vivere San Giorgio ad amministrare il paese unendo le varie anime della comunità, riaccendendo lo spirito di servizio e il senso di responsabilità civica.
* Assessore Comune San Giorgio Piacentino

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