Impegnare i Sindaci a ridurre le bollette dell’acqua

Da un post di domenica 19 giugno 2011 sul sito dell’IDV: Ridurre le bollette dell’acqua è un dovere In Emilia Romagna oltre il 64% degli  aventi diritto ha deciso di andare a votare. Di questi quasi il 95% ha  detto Sì all’acqua pubblica, alla giustizia uguale per tutti e  all’energia pulita. Questa è storia, ormai, una bellissima  pagina di storia che dopo tanti anni ci riconsegna l’immagine di un  Paese unito, cosciente, responsabile e maturo. È bastato offrire ai  cittadini una chance, l’opportunità di potersi esprimere in maniera  chiara, univoca, decidendo del proprio futuro, di quello dei propri  vicini, di quello dell’intera nazione. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo dei  meriti, come molti hanno ribadito e riconosciuto, ma in questo processo,  in questa svolta, abbiamo soprattutto delle responsabilità a cui non  possiamo venir meno. Abbiamo un dovere che è quello di  portare fino in fondo questa ‘rivoluzione civile’, di dare una forma  reale, tangibile, a questo comune sentire. Un dovere che ci investe come  cittadini e come forza politica presente nelle istituzioni locali e in  grado quindi di rendere concreto il grande risultato referendario. Lo dobbiamo soprattutto nei confronti  dell’acqua, della sua pubblicità e delle sue tariffe, problematica che  più di tutte rischia di essere soffocata dal burocratismo, schiacciata  dal peso dei rimandi e dei vuoti normativi che certa politica troppo  spesso cavalca. Per questo motivo abbiamo deciso di  presentare nei consigli comunali e provinciali della regione un ordine  del giorno che impegni i sindaci e i presidenti di Provincia a ridurre  le tariffe dell’acqua e le bollette del servizio idrico, proprio in  virtù dell’abrogazione delle norme riguardanti la remunerazione del  capitale investito. Questo è il momento più opportuno per  recuperare, almeno in parte, il rapporto di fiducia che necessariamente  deve esserci tra cittadini e politica. Siamo in una fase troppo delicata  per lasciarci scappare un’occasione del genere, ma devono essere la  politica e le istituzioni a fare il primo passo perché i cittadini hanno  già fatto fin troppi sforzi in questo senso. Senza più la norma che prevedeva il 7%  come remunerazione del capitale investito, il taglio sulle bollette non  solo si può ma si deve applicare! Gruppo Consiliare Idv Emilia-Romagna

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