Sorpresa dall’Ucraina per il sangiorgino Kurilko

Il sangiorgino Pietro Kurilko, classe 1937, ha recentemente incontrato i lontani parenti ucraini alla Casa montagna di Ferriere nel corso del Festival internazionale dei giovani, ove quasi 270 giovani da tutta l’Europa sono graditi ospiti fino al prossimo 8 luglio. Il padre di Pietro Kurilko, Michele, era un soldato dell’armata austro-ungarica, originario di Lvov, città polacca presa dalla Russia dopo la 2^ guerra mondiale, che si rifugiò in Valnure dove sposò la signora Rosa (di Ferriere) e abitò a Roncovero di Bettola. La romanzesca storia che ha portato all’incontro è ben descritta nell’articolo su Libertà di ieri a cura di Nadia Plucani, che riportiamo in stralci: “Quindici giorni nel segno dell’amicizia, dell’accoglienza, del rispetto e del riconoscimento delle proprie reciproche
storie, culture e talenti. I 270 giovani da tutta Europa (Romania, Slovacchia, Ucraina, Turchia) fino alla Russia ai confini con l’Asia, ospiti a Casa montagna di Ferriere per il Festival internazionale dei giovani, stanno vivendo in questo modo le due settimane che li vedono protagonisti: un soggiorno iniziato domenica 26 giugno che si concluderà venerdì prossimo, 8 luglio.
Ieri mattina … hanno partecipato alla messa domenicale celebrata dal parroco don Giuseppe Calamari … Significativa la presenza della famiglia Kurilko, proveniente dall’Ucraina, che dopo mesi di ricerche è riuscita ad incontrare il cugino italiano, residente a San Giorgio, Pietro Kurilko. Il padre di Pietro, Michele, soldato dell’esercito
austro-ungarico, originario di Lvov, città polacca presa dalla Russia dopo la
seconda guerra mondiale, si rifugiò in Valnure dove rimase e creò la sua
famiglia sposandosi con Rosa, nata a Perotti di Ferriere con cui abitò a
Roncovero di Bettola.
Michele Kurilko aveva undici fratelli, che il figlio
Pietro con la sorella Luisa recentemente sono andati a cercare personalmente.
«In Ucraina – racconta Pietro – la gente ci ha riservato un’accoglienza calorosa
e ci ha aiutato a trovare i nostri cugini».
Il loro arrivo in Italia è stato
possibile grazie all’interessamento della sorella di Pietro, Luisa Kurilko,
scomparsa prematuramente un mese fa, e di Carlo Devoti e dell’organizzazione del
Festival che è riuscita, non senza difficoltà, a far ottenere il
visto.
«Sapevamo di avere una famiglia in Italia – hanno detto commossi Irene
e la sua famiglia affidandosi all’inglese di una nipote -, ma nonostante le
ricerche non riuscivamo a trovarla. Quando Pietro e Luisa sono venuti a cercarci
in Ucraina e ci siamo incontrati è stato il più bel momento della nostra vita
perché la nostra è una grande famiglia e si è ricomposta».
I Kurilko,
famiglia di artisti che ieri si è esibita in un canto sacro durante la
celebrazione, rimarranno a Ferriere ancora questa settimana dove pernotteranno,
mentre durante il giorno visiteranno Piacenza e la sua provincia con i familiari
italiani. …”

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