Autovelox “a strascico”: finalmente una spiegazione

Finalmente una spiegazione alla questione “Autovelox a strascico”. La dobbiamo a Giovanni-Velotraffik il quale ha gentilmente raccolto il nostro appello a fornire delle spiegazioni “terra-terra” a noi “comuni mortali” che usiamo l’auto per andare a lavorare e che conosciamo sempre troppo poco i nostri diritti. Riportiamo in basso la spiegazione del prode Giovanni ed invitiamo caldamente il buon Michele a commentare con le stesse modalità. “Con “pesca a strascico” si intende che “tutto quello che incontra la rete del pescatore viene catturato”. Ora, considerata la velocità relativamente bassa 50 Km/h del tratto interessato, se una vettura viene sanzionata (giustamente per avere violato il codice della strada), è prevista la contestazione immediata (nel senso che l’agente deve fermare l’auto e contestare la violazione al momento). Con questa modalità, il conducente ha la possibilità di inserire all’interno del verbale eventuali sue dichiarazioni e eventuali giustificazioni. Cosa molto diversa è invece ricevere un verbale a distanza di mesi, ricordarsi in quella circostanza eventuali motivazioni a discolpa, ricordarsi chi fosse alla guida della vettura ecc.: è certamente molto più complicato e in molti casi impossibile. Non dimentichiamo che rivedendo il verbale “in differita” (a distanza di 3 mesi) l’automobilista deve inoltre dichiarare, entro 60 giorni, chi si trovasse alla guida della vettura, pena (oltre la sanzione) una ulteriore sanzione di euro 250,oo. Spero di avere, in modo esaustivo, reso l’idea sull’importanza della “contestazione immediata” che se vogliamo ha anche un principio costituzionale, riconoscendosi nell’art. 24 sul diritto di ognuno di noi ad una giusta difesa. Passiamo al tanto richiesto esempio: una vettura sfreccia per portare una persona in pronto soccorso, non un parente (del quale certamente ricorderemmo l’episodio), ma un passante, uno sconosciuto; lasciata questa persona in ospedale, il conducente torna a casa, e dopo 3 mesi riceve una multa. Primo: non abbiamo nessuna “pezza giustificativa” in merito alle circostanze di quel giorno; la legge sulla privacy ci impedirà di conoscere eventuali generalità della persona ricoverata (grazie al nostro intervento): in conclusione, la nostra parola contro un verbale redatto dall’Agente accertatore: come potrà finire? Conclusione: PAGATE CHE è MEGLIO.
 

 

 

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