“ghe pensi mì” con i soldi dei sangiorgini

Il 31 agosto, “Libertà” titola “Disastro San Giorgio” e riporta le seguenti dichiarazioni dell’assessore all’istruzione Arturo Caccetta in merito a 21 bambini per i quali non sono stati assegnati insegnanti statali per una nuova sezione di scuola dell’infanzia: «Non so davvero che fine faranno; la situazione è drammatica; noi amministratori non sappiamo cosa fare; non ce la facciamo più».
Il giorno dopo, 1 settembre, sempre su “Libertà”: “Il Comune di San Giorgio ha deciso di stanziare di tasca propria circa centomila euro; gli insegnanti saranno a carico del Comune non essendo stati assegnati insegnanti statali”.
In meno di 24 ore l’assessore sembra passato dalla disperazione all’annuncio della risoluzione del problema, addirittura ponendo trionfalisticamente San Giorgio “in controtendenza all’andamento nazionale”.
Le ipotesi sono due: o il 31 agosto l’assessore era andato in confusione, rilasciando dichiarazioni quanto meno allarmistiche oppure la decisione annunciata il 1 settembre era già stata presa, ma la si è voluta far passare come un gran colpo di genio maturato nel corso di una nottata. Ma vogliamo veramente credere che i cittadini berranno questa panzana?
La certezza per il momento è una sola: a fronte del diritto sacrosanto dei bambini di usufruire di un servizio che costituzionalmente è di competenza dello Stato, gli insegnanti pagati dal Ministero non sono stati assegnati e l’assessore (che, com’è noto, negli ultimi 8 mesi è stato assente) non essendo riuscito ad ottenerli, userà soldi che verranno (per forza di cose) sottratti ad altri servizi per pagare insegnanti “privati”, sicuramente non provenienti dalle graduatorie della scuola pubblica.
A nostro avviso è mancata quella capacità di programmare per tempo, di gestire problemi complessi seguendone puntualmente le varie fasi, sollecitando con forza le risposte degli enti competenti. Sottrarre alla scuola l’aula multimediale e rinominarla “asilo” non vuol dire “far funzionare” l’asilo. Questo “ghe pensi mì” fatto con i soldi dei sangiorgini comporterà quasi sicuramente ripercussioni negative sulla possibilità di sostenere richieste di assegnazioni di insegnanti statali negli anni a venire, nonchè una spesa aggiuntiva, solo per il primo anno, stimata in circa 100.000 euro con l’altissima probabilità che lo stesso scherzetto si potrà ripetere fin dal prossimo anno scolastico: chi pagherà quest’improvvisazione?
Il gruppo “insieme per San Giorgio”

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Una risposta a “ghe pensi mì” con i soldi dei sangiorgini

  1. giovanni ha detto:

    i più sinceri complimenti all’Assessore all’Improvvisazione per la soluzione, che come al solito, qualcuno gli ha trovato. ma nel periodo di assenza “dell’Assessore” chi ha assunto le deleghe? almeno questa volta, non riversiamo tutto il merito del disastro al povero Arturo, come si è appreso dalla “LIBERTA'”, era impegnato a “guadagnare” medaglie in Afghanistan dove, a detta di “LIBERTA'” ha praticamente risolto questioni di rilevanza mondiale, cosa volete che siano i problema degli insegnanti. . .

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