Nessun “attacco ai vigili”, anzi!!!

Precisiamo, qualora ce ne fosse bisogno, il nostro pensiero all’indomani della pubblicazione su “Libertà” dell’articolo riportato in fondo.

Ci sembra evidente che la nostra intenzione non era attaccare i vigili dell’Unione, che – pur essendo sottorganico – svolgono egregiamente il loro lavoro e nei quali abbiamo piena fiducia, ma appare altrettanto evidente che qualcuno cerca strumentalmente di far passare questo messaggio. Le nostre intenzioni, ovviamente, non sono quelle di istigare al non rispetto delle regole; anche noi auspichiamo un incremento dell’uso dell’autovelox (specialmente in certi punti “caldi” del nostro territorio) ma ci preoccupiamo che gli amministratori si pongano come garanti della tutela di tutti i diritti dei cittadini.
Non ci pare che nel corso del consiglio dell’unione sia stata data risposta alle nostre preoccupazioni; forse qualcuno, spaventato dall’incredibile successo del nostro blog, sta solo cercando pretesti per tentare di imbavagliare chi ha trovato un modo per dar voce ai cittadini.

L’articolo pubblicato su “Libertà”: Attacco ai vigili. La giunta dell’Unione chiede scuse ufficiali. PODENZANO – Dal blog “Insieme per San Giorgio” dell’omonimo gruppo di minoranza del Comune di San Giorgio un attacco alla polizia municipale dell’Unione Valnure e Valchero. La giunta dell’Unione, formata dai sindaci dei quattro Comuni, chiede scuse ufficiali deplorando gli atteggiamenti del gruppo, rappresentato nel consiglio dell’Unione da Lamberto Curatolo. La questione è emersa nell’ultima seduta del consiglio dell’Unione che si è tenuta venerdì a Podenzano, a seguito dell’interrogazione dei due consiglieri Roberto Ponzanibbio e Nicolas Tinelli, della maggioranza di San Giorgio. Al presidente Alessandro Ghisoni hanno chiesto se fosse a conoscenza dei «gravi e denigranti attacchi, sia a mezzo stampa sia internet, rivolti dal gruppo di minoranza del comune di San Giorgio all’Unione, soprattutto rispetto al personale addetto, attacchi che sminuiscono l’operato del personale e potrebbero provocare un danno di immagine all’ente di cui lo stesso consigliere Curatolo fa parte». Su richiesta di Ponzanibbio e Tinelli, Francesco Rolleri, sindaco di Vigolzone e responsabile della funzione di polizia locale all’interno dell’Unione, ha illustrato l’operato della polizia dell’Unione del primo semestre 2011: il 22 percento dedicato al controllo della viabilità, 6,5 percento ai verbali, 4 percento all’educazione stradale, 2 percento all’autovelox, una cifra quest’ultima secondo Rolleri molto bassa, addirittura deficitaria. «Il rispetto delle regole è più alto dove ci sono le sanzioni – ha commentato il sindaco -, è alla base di tutto, poi viene la prevenzione. Quel 2 percento va aumentato e l’obiettivo è di posizionare un autovelox al giorno alternativamente nei quattro Comuni».
Deplorato il comportamento del gruppo di minoranza sangiorgino dal sindaco Ghisoni. «Non è corretto appoggiarsi a certi sistemi per lanciare accuse e aggettivi contro qualcuno – ha osservato avallato dal sindaco di Carpaneto Gianni Zanrei -. Gli agenti hanno la piena fiducia dalla giunta dell’Unione, per il lavoro che svolgono e per la loro presenza sul territorio che è comunque costante nonostante l’organico sottodimensionato», e «sono molto qualificati», come ha sottolineato anche il consigliere vigolzonese Werner Argellati. Da Rolleri la richiesta delle scuse ufficiali, che in quella sede non sono arrivate. «E’ meglio la presenza costante dei vigili più che un autovelox ogni tanto – ha dichiarato Curatolo ritenendo l’interrogazione “strumentale” -. Sono colpevole di istigazione alla prevenzione, perché l’esistenza della sanzione non elimina la possibilità di reato». n. p.

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2 risposte a Nessun “attacco ai vigili”, anzi!!!

  1. lamberto curatolo ha detto:

    Ho aspettato a lungo prima di postare questo commento perché volevo essere fermamente convinto della posizione che, personalmente, avrei, da li a poco, dovuto assumere a riguardo. Mi sono chiesto se, a seguito di una serena analisi, avrei potuto condividere il comportamento politico della giunta dell’Unione. Una serena analisi libera dai pesanti coinvolgimenti che, emotivamente, mi hanno appassionato negli ultimi tempi. Mi riferisco principalmente a quanto accaduto in relazione alla interrogazione dei colleghi Tinelli e Ponzanibbio ed alla convenzione per la Protezione Civile. Convenzione che, ribadisco, condivido nel merito ma non nel modo. Ora, avendo dolorosamente abbandonato il ruolo che prima mi legava fortemente ed emotivamente al mondo del volontariato, posso esprimere la mia personale posizione con maggiore chiarezza.
    Sono fermamente convinto che la copertura del ruolo di Consigliere di un Ente non significhi obbligatoriamente agire per la tutela dell’immagine dell’Ente stesso, ma fondi, invece, le proprie basi sulla responsabilità che ogni amministratore deve dimostrare nei confronti dei cittadini sui quali viene riversata l’azione amministrativa. E tale responsabilità prende vigore sia dalla consapevole accettazione del proprio ruolo che dalle singole esperienze vissute.
    E’ questa la vera ricchezza che a noi tutti, investiti per nostra libera scelta dell’incarico di amministratore della cosa pubblica, viene chiesto di mettere sul piatto. E questo, indipendentemente dai ruoli che la politica ci disegna intorno.
    Se quindi, ora, mi venisse chiesto se sono politicamente soddisfatto della posizione che la giunta dell’Unione ha assunto sui due temi che ho prima citato, risponderei con molta chiarezza e tranquillità che no, non lo sono.
    Da quanto accaduto, siamo usciti tutti più poveri, incapaci di ascoltare le preoccupazioni che arrivano dai cittadini e dal mondo del volontariato con una giunta che manifesta i propri limiti trincerandosi a difesa di una fortezza che nessuno aveva mai manifestato di volere assediare.
    Non è dividendo che si ottengono risultati, la buona amministrazione unisce e condivide.
    Dico questo perché nella serata dell’ultimo Consiglio dell’Unione Valnure e Valchero ho assistito ad uno spettacolo che avrei voluto tranquillamente evitarmi. Un Ente che celebra se stesso è come dire “Noi siamo belli e bravi e quindi i problemi non ci sono”. Eppure, nelle pagine del blog di “Insieme per San Giorgio” non è mai stato messo in discussione il buon lavoro dell’Unione dei Comuni, né tantomeno sono state messe in discussione le qualità personali di chi opera per l’Ente stesso. Eppure i problemi ci sono, eccome se ci sono.
    Come analisi politica posso dire che quanto è accaduto e i discorsi che ho ascoltato quella sera scaturiscono da ciò che in qualsiasi vocabolario italiano viene definito “egotismo”, che vuole indicare una eccessiva stima di sé che induce ad attribuire valore solo alla propria esperienza, ignorando la genuina alterità del mondo e degli esseri che in esso esistono.
    Qui non si tratta di giocarsi la carta del sermone su pregi e virtù del lasciar spazio agli altri, che possono sempre dire cose interessanti da cui imparare. Voglio invece dire che è’ una consuetudine ormai assestata della politica d’oggi di usare il turibolo mandando il fumo dell’incenso verso se stessa. La politica è naturalmente competizione, e quindi tende continuamente all’accreditamento di sé presso gli altri, soprattutto verso l’altro competitore, cioè l’avversario o verso colui che manifesta dissenso.
    Il risultato è la mancanza di empatia, nel senso che in quella sera non ci si è nemmeno posti il problema d’intuire gli stati d’animo di coloro che appartengono al mondo del volontariato locale, di chi frequenta o anima questo blog, i loro desideri e le loro paure.
    Io che scrivo non sono esente da tale difetto, ci casco anch’io, spesso inconsapevolmente, anche se dopo me ne pento e recito un atto di contrizione che però a posteriori non vale nulla.
    Ognuno di noi, chi più chi meno, ha una inclinazione irresistibile a parlare di sé, ad auto-citarsi, a infiorare i discorsi con la parola io. Quante volte pronunciamo questo pronome per condire il nostro eloquio? Lo facciamo portando come esempio la nostra esperienza, narrandoci con l’intento malcelato di sottolineare noi stessi e di proporci agli altri come misura edificante di contegno. In italiano questo sproloquio si chiama “egolalia” e vuol dire tendenza a parlare continuamente di sé.
    Quel fariseo che pregava Dio esaltando se stesso, ne è l’esempio pregnante: «Ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano, faccio digiuno due volte la settimana, pago la decima delle le mie rendite…”. Una celebrazione di sé, con l’elenco tronfio delle proprie virtù, e il disprezzo per l’altro.
    Mi viene chiesto di chiedere scusa per le mie intemperanze, io invece rispondo con una proposta: Dobbiamo imparare ad ascoltare, prima di imparare a parlare. L’ascolto è un elemento di delicatezza, di rispetto del tu, di consapevolezza che l’altro, anche quando è in errore, ha sempre qualcosa da dire che mi arricchisce, mi stimola, mi induce a riflettere.
    Un caro saluto

  2. michele ha detto:

    Curatolo (mi spiace ma non riesco proprio a darti del Sig.) Lei è il tipico esempio di “volta gabbana”, il tipico esempio di chi cerca di nascondersi dietro un dito (mignolo), dopo un’estate passata a denigrare il lavoro dei vigili dell’unione ora arriva il comunicato ufficiale, Nessun “attacco ai vigili”, anzi!!! INSIEME PER SANGIORGIO VERGOGNA ABBIATE ALMENO IL CORAGGIO DELLE VOSTRE AZIONI, questa volta sono scritte sul vostro blog, basta spulciare negli articoli dal mese di luglio in avanti.
    buon autovelox a tutti
    michele

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