Un progetto che non esiste

Vi riportiamo con piacere uno scritto di Mario Spezia del 26 Settembre scorso, ma ancora attualissimo. Si riferisce a soldi (pubblici) che vengono spesi per progetti che non esistono. Succede anche da noi.

“DIAGONALE”: DALLA CAMERA DI COMMERCIO 48MILA EURO PER UN PROGETTO CHE NON ESISTE

di MARIO SPEZIA*

La Giunta della Camera di Commercio di Piacenza ha deliberato lo scorso 21 luglio un contributo (a fondo perduto) dell’importo di € 84.000,00 (ottantaquattromila) ad una cordata di associazioni di categoria (Confindustria, Unione Agricoltori, Coldiretti, Confcommercio e Confesercenti) per la totale copertura dei costi di realizzazione dello studio di fattibilità di una superstrada che “possa ridurre l’impatto del traffico sul centro cittadino” (in passato denominata “pedemontana” ora definita “mediana piacentina”). In considerazione del fatto che non mi pare che nessuna strada di tale rilevanza sia prevista negli strumenti di programmazione territoriale (Provincia attraverso il PTCP e Regione attraverso il PTR) e la nostra Camera di Commercio non sia a ciò stata nemmeno (per quanto possibile) delegata, chiedo al presidente Giuseppe Parenti di rispondere alle seguenti domande. 1) quali sono, nel dettaglio (allegando anche lo studio realizzato), i benefici di carattere generale che l’esecuzione dell’opera potrebbe determinare sull’economia provinciale che hanno portato la Giunta a superare la soglia del limite finanziabile; 2) che congruità vi è tra i programmi annuali e pluriennali di intervento deliberati dalla nostra Camera di Commercio e l’iniziativa oggetto del finanziamento; 3) quale norma e regolamento camerale è stato individuato per consentire di superare la emissione della fidejussione bancaria necessaria quando si elargiscono contributi anticipati; 4) quale accordo scritto sia stato preso con le amministrazioni locali (Comune, Provincia e Regione) che fa presupporre la possibile utilizzazione del progetto ai fini di un futuro inserimento negli strumenti urbanistici di programmazione territoriali (oggi non previsto); 5) quali valutazioni abbiano consentito di derogare dall’obbligo di astensione previsto dall’art. 27 dello Statuto. Penso che prestare attenzione a ciò che avviene nei luoghi in cui siamo delegati sia il modo migliore per risolvere i problemi che con sempre maggiore gravità minacciano il nostro futuro; con quell’atteggiamento di assunzione della personale responsabilità che ha contraddistinto l’opera dei nostri padri e favorito, nell’ormai lontano dopoguerra, la ricostruzione del nostro Paese.

* consigliere Camera di Commercio, assessore provinciale all’Agricoltura 2004/2009, Partito Democratico

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Una risposta a Un progetto che non esiste

  1. giovanni ha detto:

    stupirsi di cosa?
    se mai bisognerebbe stupirsi del contrario, la regola è quella raccontata nell’articolo, vi siete mai chiesti perchè non appaiono articoli per cose fatte bene, nell’interesse della collettività, dove le risorse non prendono strade “alternative”? Non intendo fare del qualunquismo, desidero solo approfittare di questa occasione per evidenziare, come se fosse necessario, che a prescindere dallo scrieramento politico o colore, l’inteesse mette tutti d’accordo.
    La differenza è solo in coloro che mossi dal disgusto dell’immobilismo si attivano per cambiare le cose, o tentano di cambiare le cose.
    Un nulla come me vi chiede e si chiede se non vi state accorgendo di quello che succede intorno a noi, se la politica nazionale può permettersi di parlare di secessione, attacchi continui alla magistratura ecc. Un nulla come me è allibito da quello che legge e ascolta tutti i giorni dai giornalisti “prezzolati” dal potere che, asservendoli, li usa per farci credere che vi siano altre priorità rispetto a quelle di un paese che, presto o tardi, dovrà fare i conti con anni di immobilismo, corruzione, clientelismo e caste che, ancora oggi, non voglio ammettere che sia finita.
    Un nulla come me dice che è ora di svegliarsi e interessarsi di più a quello che succede intorno a tutti noi.
    scusate lo sfogo e grazie dello spazio.

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