Cosa manca?

Vi riportiamo l’articolo nel quale Libertà del 25 ottobre fornisce un resoconto di quanto rappresentato in ambito “problematiche protezione civile” nel corso dell’ultimo consiglio provinciale. Cosa manca nell’articolo? Ve lo diciamo noi: mancano le RISPOSTE all’interrogazione ed alle perplessità lamentate. Il problema è che queste risposte non sono state dimenticate dall’estensore dell’articolo, l’ottima Elisa Malacalza: semplicemente LE RISPOSTE NON CI SONO STATE. C’è stato, questo sì, qualche bofonchio imbarazzato dell’assessore Dosi il quale leggeva alcune argomentazioni del collega assessore Gallini (assente giustificato) ma “alla fine della fiera” (come si suol dire) tutto si è risolto con non meglio precisati “vedremo …” e con “rimandi” all’opera di altrettanto non meglio precisati “uffici”. Il fatto è che chi ha sollevato dubbi e perplessità non è assolutamente soddisfatto delle pseudo-risposte e, quindi, continuerà nell’opera di ricerca di chiarezza e collaborazione. In Provincia sono avvertiti!!!

Di seguito il testo dell’articolo:

«Noi volontari non riconosciuti»

In Provincia il caso del gruppo di protezione civile della Bassa Valnure

Iscritti da tre anni al dipartimento
nazionale di protezione
civile, ma cassati da quello provinciale.
A nulla è servito l’ingresso
di una trentina di volontari del
gruppo intercomunale di protezione
civile Bassa Valnure in consiglio
provinciale, ieri pomeriggio,
supportati anche da volontari
di altri gruppi. Inutile anche
l’interrogazione del consigliere
provinciale Enzo Varani della Lega
Nord, con il sostegno del collega
Giovanni Quaratino di Nuovo
ulivo. Niente da fare, la sezione
di San Giorgio, guidata dal
presidente Gian Franco Maghenzani,
non può entrare nel corpo
volontari protezione civile provinciale,
nonostante abbia presentato
richiesta dal 2007 e, negli
ultimi due anni, abbia prestato
servizio in settanta attività di emergenza.
Un lungo elenco, letto
ad alta voce da Varani, dove si
trovano azioni di sgombero, interventi
per allagamenti e alluvioni,
progetti di sensibilizzazione,
monitoraggio dei territori a
rischio esondazione, emergenze
legate alla neve. «Tutte iniziative
portate avanti con le risorse dei
volontari – incalza Varani, tra gli
applausi dei volontari ma con
l’aula semideserta (solo 13 consiglieri
rimasti alle 18, 3 assessori e
il presidente del consiglio provinciale)
-. So che questa situazione
non è unica in provincia, non capiamo
gli ostacoli posti dal coordinamento.
Nella motivazione di
rifiuto si legge che l’associazione
non porta alcun valore aggiunto.
Cosa vuol dire? ».
Esiste un nuovo regolamento
del coordinamento. «L’ho scoperto
per caso, nessuno lo sa –
continua Varani -. La Provincia
ha il compito istituzionale di
controllare gli statuti delle associazioni,
perché siano a norma di
legge. In questo nuovo regolamento,
si legge che non possono
entrare nel coordinamento coloro
che hanno agito in modo conflittuale
Allora chiamiamo uno
psichiatra. Che tipo di parametro
è? Non c’è nulla che crei disagio e
conflitto come un’ingiustizia».
«Un’attività come quella del
volontariato, con le sue caratteristiche
di gratuità, dedizione e
sacrificio – fa sapere in una nota
Quaratino – deve essere chiara e
trasparente. Qui si assiste al totale
controllo di due sole associazioni,
non c’è informazione prima
di decisioni collegiali. C’è
un’emarginazione di alcuni volontari
e un’esclusione di altri. Ci
giungono numerose segnalazioni.
Il nostro non è un attacco ai
volontari ma un tentativo di porre
le basi per una discussione che
possa portare gli stessi a fare il loro
“lavoro” serenamente, con più
sicurezza per i cittadini. I quali,
con le tasse che pagano, garantiscono
alla protezione civile un
budget tutt’altro che trascurabile
». «È stato un bel buco nell’acqua,
abbiamo sperato che venire
in Provincia sarebbe servito a
qualcosa, non è stato così – dice
deluso Maghenzani -. Anche
Pontenure e Caorso sono nella
nostra stessa situazione, insieme
ad almeno cinque associazioni.
Perché? In caso di bisogno abbiamo
lavorato tutta notte, anche fino
alle sei del mattino, chiamati
dagli stessi sindaci».
Gianluigi Boiardi (Nuovo ulivo)
attacca la Provincia. «Avete
perso l’istituto superiore di protezione
civile e nessuno se ne è
mai preoccupato, complimenti».

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