(S)calcio giovanile?

Ricordate il post “S. Giorgio/Rivergaro e Ponte: concorrenza sleale nel calcio giovanile?” del 30 ottobre scorso? Noi non abbiamo ancora notizie dirette, ma su “Ponteweb“, il mitico blog di Ponte dell’Olio, abbiamo trovato 2 risposte che forse possono aiutarci a cercare di iniziare a farci un’idea. Ve le riproponiamo:


Re: Concorrenza sleale nel calcio giovanile

da Lolu Turséla » sabato 29 ottobre 2011, 13:11

ma i signori firmatari della lettera non potevano essere più chiari sulla vicenda affinché chi non è dell’ambiente ne capisse di più?
la polisportiva pontolliese è stata costituita da un signore di un altro paese solo per sfruttare il campo a prezzo agevolato? per i genitori è più grave questo o il fatto che ricorra a certe promesse per strappare i ragazzi alla polisportiva? in quali società è tesserato? junior pontolliese e rivergaro? questo factotum è l’unico dirigente della società? se ce ne sono altri, che posizione hanno assunto in questa vicenda?
qualche utente di ponteweb ne sa di più?
Lolu Turséla

Re: Concorrenza sleale nel calcio giovanile

da fabricad lunedì 31 ottobre 2011, 8:54

Le solite beghe che succedono ormai da anni… niente di nuovo sotto il sole. Basterebbe solo un pò di buona volontà per riunire sotto un’unica società, quello che è il calcio giovanile di Ponte dell’olio. La situazione è così da quando ormai una decina di anni fa, qualcuno ha scelto di creare una fusione tra la Pontolliese e una società di Piacenza, con buon successo peraltro dal punto di vista sportivo. Il problema è che questa nuova società ha di fatto alzato il livello di scelta dei ragazzi allontanandosi di fatto dallo spirito della società sportiva di paese. Sono così nate società diverse che ancora oggi operano sul paese. Il problema qui è un altro, nessuna società oggi può pensare di poter contare solo sui ragazzi del paese per poter iscrivere le squadre ai campionati giovanili, motivo per cui nascono gli accordi con le società limitrofe per completare le rose. Se la vediamo solo dal punto vista del campanile la battaglia è persa in partenza e nessuno riuscirà più a far disputare i campionati.
Una decina di anni di esperienza nel calcio giovanile mi hanno insegnato una cosa fondamentale: la cosa più importante sono i ragazzi e il gruppo che essi formano, tutto il resto allenatori, società ecc solo uno strumento per scendere in campo; se esiste il gruppo esisterà da qualche parte una società disposta a farlo scendere in campo. Quindi il problema è solo quello di cercare di formare i gruppi e di mantenerli sani e compatti e da quello che ho imparato dai miei ragazzi l’unica cosa che lo può fare è il divertimento. Sul campo di Ponte giocano ragazzi di altri comuni? Benissimo dico io, e questo succede da anni, da entrambe le parti. Se fossi l’assessore allo sport sarei ben felice di vedere ragazzi che vengono a Ponte per giocare e allenarsi sui nostri impianti.

Fabrizio Cadura

 
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