Autonomia scolastica: chi l’ha vista?

Consiglio Provinciale “aperto” interamente dedicato ai problemi della scuola piacentina. Uno degli interventi del capogruppo del “Nuovo Ulivo” Gianluigi Boiardi

L’assessore Andrea Paparo ha avanzato alla Conferenza Provinciale di Cordinamento delle Politiche Scolastiche alcune ipotesi: 1. unificazione dirigenziale e amministrativa delle scuole superiori Tramello e Artistico, con passaggio della sede staccata di Bobbio al Romagnosi; 2. soppressione della autonomia scolastica di Bettola con passaggio delle sue competenze all’autonomia scolastica di Ponte dell’Olio; 3. attivazione del Centro Provinciale unico per l’Istruzione degli Adulti, con dirigenza autonoma.

Le autonomie scolastiche della Provincia di Piacenza già oggi hanno un numero medio di studenti/utenti (oltre 900) più alto di tutte le altre provincie dell’Emilia-Romagna, e l’Emilia-Romagna ha la media più alta in Italia (circa 850).  L’input governativo di sopprimere un certo numero di autonomie scolastiche risponde esclusivamente ad un dettato contabile, e a quello si attiene Paparo, tant’è vero che l’unico elemento didattico evidenziato a livello nazionale e regionale a Piacenza viene puntualmente disdetto, principalmente per due ragioni: la forte contrarietà dei dirigenti scolastici interessati e la prossimità della competizione elettorale amministrativa per il Comune alla quale nessuno vuole portare in dote una riforma così invadente. Attualmente entrambe le scuole superano il numero minimo di utenti previsto dalla Legge vigente (sopra i 500 studenti); l’operazione porterebbe ad una perdita di 6/7 posti di lavoro: 1 dirigente scolastico, 1 direttore amministrativo, 2 assistenti amministrativi, 1 assistente tecnico, 2 collaboratori scolastici. Con il passaggio della sede staccata di Bobbio al Romagnosi viene recuperato solo 1 posto di collaboratore scolastico. E’ vero che la sede di Bettola è sottodimensionata (meno di 300 studenti, che è il parametro vigente per le scuole di montagna) ma lo era anche ai nostri tempi: eppure non siamo mai intervenuti a minarne l’autonomia perchè pensavamo che fosse un segnale importante di presidio e riconoscimento per l’alta ValNure. Il passaggio a sede staccata di Ponte dell’Olio, oltre al disagio di compiere più strada per le famiglie che devono sbrigare le pratiche scolastiche dei figli, determinerà la perdita di 4 posti di lavoro: 1 dirigente scolastico, 1 direttore amministrativo, 1 assistente amministrativo, 1 collaboratore scolastico.

Sul piano teorico concordiamo sul fatto che all’istruzione degli adulti sia dedicata una specifica autonomia scolastica, superando il frazionamento degli attuali centro territoriali permanenti, dispersi su più scuole (5 in tutta la provincia). Il problema è che manca ancora il regolamento ministeriale di funzionamento e pertanto, come è successo da altre parti, l’attivazione resta solo sulla carta, senza alcun beneficio né organizzativo né di posti di lavoro.

Così come è stato proposto per la creazione degli istituti comprensivi in città, ci si dia un anno di tempo di studio dell’intero panorama dell’offerta formativa sul territorio (compreso l’esame di quegli indirizzi di studio di scuola superiore autorizzati e mai partiti….) e si evitino interventi “a freddo” che rischiano di condizionare anche sviluppi futuri dell’organizzazione della rete scolastica piacentina.

Sia a livello parlamentare che in sede di conferenza stato-regioni sono stati approvati ordini del giorno e documenti che invitano le istituzioni competenti a non accelerare i tempi sul dimensionamento della rete scolastica, anche per rispetto delle competenze che la Legge vigente affida alle regioni e che gli orientamenti governativi intendevano bypassare.  In particolare in Emilia-Romagna la presa di posizione è stata piuttosto netta e non risultano pressioni per abrogare autonomie scolastiche.

Se l’operazione proposta da Paparo andasse in porto, l’assessore si distinguerà per aver contribuito direttamente alla perdita di circa 10 posti di lavoro qualificato nella nostra provincia. Nell’anno di moratoria utile per uno studio complessivo del tema, sia individuata all’interno della conferenza provinciale di coordinamento delle politiche scolastiche una commissione ad hoc che, insieme alla specifica commissione consigliare e alle parti sociali, sia il punto di riferimento per la costruzione di una rinnovata rete territoriale delle istituzioni scolastiche e dell’offerta formativa; in parallelo, sia costruito un comitato scientifico capace di fornire elementi orientativi di tipo pedagogico e didattico allo studio e alle proposte della commissione stessa.

Annunci

Informazioni su insiemepersangiorgio

https://insiemepersangiorgio.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...