Chi crede di poter gestire la cosa pubblica con le stesse disinvolture di un privato

“San Giorgio, Iren ricorre al Tar contro la delibera in cui si ipotizza un appalto per il servizio del gas. SAN GIORGIO – La delibera del Comune di San Giorgio con cui si ipotizza il ricorso a una gara per l’assegnazione del servizio di distribuzione gas nel paese della Bassa Valnure non è piaciuta a Iren (ex Enìa), attuale gestore. La società ha quindi deciso di presentare ricorso al Tar di Parma,

in particolare per contestare la valorizzazione degli oneri da riconoscere al concessionario uscente per scadenza della concessione stessa”. Questa la prima parte di un concreto articolo di Michele Rancati su “Libertà” del 27.10.11 che ci informa dell’ennesima bega amministrativo/giudiziaria nella quale viene coinvolta un’amministrazione comunale che crede di poter gestire la cosa pubblica con le stesse disinvolture di un privato. “Le parti stanno comunque dialogando – continua l’articolo – e non è escluso che la giunta guidata dal sindaco Giancarlo Tagliaferri decida di congelare la decisione, in attesa magari che i tribunali amministrativi di altre regioni si pronuncino su questioni analoghe. L’oggetto del contendere è semplice da spiegare, anche se comporta implicazioni tecniche e normative di non poco conto: stando a quanto deciso dal Comune, al soggetto gestore uscente andrebbe riconosciuta un somma per le opere effettuate seguendo il criterio del Vcn, il Valore contabile netto, ossia il valore che avevano quando sono state realizzate (al netto degli ammortamenti). Iren invece ritiene che la normativa in materia sia chiara e che si debba applicare il Vir, il Valore industriale residuo, vale a dire quanto costerebbe oggi realizzare lo stesso intervento, al netto della svalutazione collegata al tempo che nel frattempo è trascorso. Una differenza che nel caso di San Giorgio sarebbe minima (qualche migliaio di euro, un accordo sarebbe facile da raggiungere), ma che in altri casi potrebbe essere decisamente importante: ecco perché l’azienda non vuole che passi questo principio, che a suo avviso potrebbe creare anche un pericoloso precedente. Sullo sfondo della querelle, però, ci sarebbe anche dell’altro, ossia la messa in discussione dell’esigenza stessa di effettuare la gara: una possibilità che l’amministrazione valnurese sta considerando molto seriamente, mentre Iren ovviamente preferirebbe continuare con il sistema di affidamento diretto che prosegue ormai da diversi anni. Il fatto che il Tar di Parma non abbia ancora fissato l’udienza lascia alle parti tutto il tempo per confrontarsi e trovare un’intesa, sperando magari che i ricorsi analoghi che sono i discussione in altri tribunali (in particolare nei Tar della Lombardia) possano fare chiarezza sulla questione. Fino ad allora la delibera sarebbe sospesa, per poi magari essere definitivamente ritirata nel caso i pronunciamenti si rivelino favorevoli alle aziende”. A noi rimangono le domande: Come si sono comportati in casi analoghi altri Comuni? Chi pagherà il denaro che si rende necessario per le spese legali?  

 

l'articolo su "Libertà"

 

 

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