Legge regionale sulla semplificazione: cosa cambia

Divieto di chiedere a persone e imprese certificati e documenti già in possesso della pubblica amministrazione; parziale restituzione degli oneri versati per un procedimento se i tempi di questo si prolungano oltre i termini a causa della pubblica amministrazione. Questi sono solo un paio tra i diversi cambiamenti dopo l’approvazione, da parte dell’Assemblea legislativa regionale, della legge “Misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione”. L’obiettivo è la semplificazione delle leggi e dell’attività amministrativa, evitando però ogni deriva deregolativa, oltre alla sburocratizzazione della vita di cittadini e imprese. Ogni nuova richiesta di costi a cittadini e imprese per adempimenti burocratici dovrà essere sostitutiva e non aggiuntiva. Saranno di più i casi in cui varrà il silenzio assenso per le aziende. Si prevede poi la parziale restituzione degli oneri versati per un procedimento, se i tempi vanno oltre i termini a causa della pubblica amministrazione, che non potrà più richiedere documenti già in suo possesso.

Nuovi strumenti per semplificare le leggi e l’attività amministrativa e per sburocratizzare la vita di cittadini e imprese. L’assemblea legislativa ha approvato il testo della legge proposta dalla Giunta regionale contenente “Misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione”.

L’Emilia-Romagna, spiega la vicepresidente Simonetta Saliera, “vuole raggiungere l’obiettivo di ridurre al massimo i tempi e i costi della pubblica amministrazione sia per cittadini sia per le imprese, evitando però al contempo ogni deriva deregolativa che spesso può nascere come risposta ad una burocrazia ritenuta opprimente. La legge, è passata al vaglio di un lungo confronto con le parti sociali e gli enti locali ed è la prima del genere in Italia. Tra i suoi primi effetti – sottolinea la vicepresidente – c’è che la novità per cui ogni nuova richiesta di costi per adempimenti burocratici dovrà essere sostitutiva e non aggiuntiva. Con la nuova legge sulla semplificazione la Regione si impegna anche ad allargare la platea dei casi in cui varrà la regola del silenzio assenso per le aziende senza far venire meno il dovere dei controlli”, conclude Saliera. “Inoltre, le imprese certificate si vedranno riconoscere agevolazioni di natura amministrativa e burocratica”.

Cosa cambia

Diverse le novità previste dalla legge regionale, a partire dal divieto per tutti gli enti locali di inserire nuovi costi per gli adempimenti burocratici necessari, se non in sostituzione di oneri già esistenti. In sostanza, ogni nuovo adempimento potrà essere chiesto a un cittadino o a una impresa, per esempio in seguito ad una modifica normativa, solo se questo prenderà il posto di uno vecchio.

Gli altri punti fondamentali della legge riguardano poi il monitoraggio permanente delle norme regionali, la cui adeguatezza sarà verificata costantemente. Ad un’unica sessione dedicata dell’Assemblea legislativa viene, infatti, affidato il compito di adottare le misure utili a snellire le diverse norme mentre a tutti i progetti di legge – che possono avere ricadute dirette sulla vita dei cittadini e delle imprese e sul funzionamento della pubblica amministrazione regionale e locale – saranno applicati meccanismi di valutazione preventiva degli effetti, secondo la disciplina dell’Analisi di impatto della regolamentazione (Air) introdotta dalla legislazione statale e prevista dallo Statuto regionale. Saranno inoltre introdotte, in tutti gli atti normativi, clausole di valutazione dei costi e dei benefici.

Per quanto concerne la semplificazione dei procedimenti amministrativi, la nuova legge prevede, tra l’altro, la parziale restituzione degli oneri versati per un procedimento se i tempi di questo si prolungano oltre i termini a causa della pubblica amministrazione; un maggior potere sostitutivo della Regione nei confronti degli Enti locali; la piena applicazione degli istituti di semplificazione relativi alla disciplina statale della conferenza dei servizi e del silenzio-assenso; il divieto di chiedere a persone e imprese certificati e documenti già in possesso della pubblica amministrazione.

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