Tasse ai cittadini (alla nazione) x le perdite delle banche (private)? Non esiste!!!

  Manovre economiche a spese dei cittadini per le perdite delle banche. I profitti delle grandi banche sono privati ma i debiti vengono “socializzati” (cioè: dobbiamo pagarli NOI). Perchè le c…ate dei privati devono essere pagate dai cittadini? Il caso dell’Islanda. Cliccate sull’immagine per un video sulla storia e QUI per un … incredibile commento di Oscar Giannino. … oppure leggete qui sotto:

Cio’ che è successo in Islanda è senza precedenti. L’abbattimento dell’idea che il debito è un’entità sovrana, in nome della quale è sacrificabile un’intera nazione. Percio’ nessuno deve sapere del referendum islandese voluto dal Capo dello Stato Ólafur Ragnar Grímsson. Ogni volta che ci dicono che per arginare il debito di un paese ci vogliono piu’ tasse, che sono procedure essenziali,etc.etc. Non è vero, è una bugia.
Lo ha dimostrato il popolo islandese che ha sconfitto le lobby economiche e i loro ricatti. Non hanno varato la manovra economica a spese dei cittadini per le perdite delle banche (i profitti sono privati ma i debiti nazionalizzati). Quello che è successo in Islanda mette in imbarazzo politici pedine dei gruppi bancari, e fà paura all’economia globale. Censurare il referendum islandese e non farlo conoscere alla massa occidentale, è stato l’ordine numero uno delle grandi banche.

Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione, tramite una nuova Magna Charta Costituzionale, redatta via Internet e le sedute parlamentari, in diretta su Streaming on line.

Lo sappiano i CITTADINI GRECI , cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l’unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli PORTOGHESI, SPAGNOLI ed ITALIANI

In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale.

Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all’unanimità di dichiarare l’insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, forti dell’inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.
Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?
Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
2008 – A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell’Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.
2009 – A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo – la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) – costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%
2010 – I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.
2011 – A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo. L’Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l’Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un’Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l’attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese).
Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle “linee guida” prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all’approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.
Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.

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Una risposta a Tasse ai cittadini (alla nazione) x le perdite delle banche (private)? Non esiste!!!

  1. Massimo ha detto:

    Ciao a tutti!
    Mi fa piacere vedere che dopo aver parlato con Lamberto dell’iniziativa islandese l’abbiate riportata sul blog.E’ un’esempio che per ovvi motivi non deve essere divulgato in nessun modo ai cittadini dei paesi cosiddetti PIGS (Portogallo,Irlanda,Grecia e Spagna) a cui ora si e’ aggiunta l’Italia. Nei media non se ne e’ mai sentito parlare e dubito ne sentiremo parlare in futuro.Come Movimento 5 stelle da quasi un anno stiamo seguendo l’evolversi dell’avventura islandese e qualche tempo fa siamo riusciti a far venire in Italia uno dei relatori della nuova costituzione.Divulghiamo l’idea che un metodo diverso di uscita dal tunnel debito pubblico esiste!! Saluti a tutti

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