Biopiace (Piacenza) vince il Premio Economia Verde

Il Consorzio BioPiace, di Piacenza, ha vinto – per la categoria Agricoltura – la 2^ edizione del premio Economia Verde. Il 20 aprile scorso, presso l’aula magna della sede della Regione, sono stati consegnati i riconoscimenti ai vincitori della 2^ edizione Emiliano-Romagnola di un concorso rivolto alle aziende promotrici di politiche imprenditoriali a favore dell’ambiente. Tre le categorie dei premi: agricoltura, industria e servizi. Ad aggiudicarsi la seconda edizione del Premio sono state le seguenti imprese:

  • Il Consorzio BioPiace di      Piacenza, vincitori nella categoria Agricoltura, per la qualità delle      produzioni biologiche, la valorizzazione della filiera corta e la      competenza nel collaborare con le Amministrazioni locali valorizzando il      GPP (acquisti verdi della Pubblica Amministrazione) e la fornitura dei      prodotti biologici nelle mense scolastiche e pubbliche. Degna di nota è      anche la capacità di fare impresa in territori collinari e montani, luoghi      da tutelare in cui particolarmente difficoltoso appare il raggiungimento      di vantaggi economici.
  • La ditta Oltremateria di San      Giovanni in Marignano (Rimini), vincitori nella categoria Industria,      per la produzione di eco-malta a ridotto impatto ambientale e a base di      acqua, prodotta valorizzando materiali derivanti dal riciclo (vetro,      inerti, etc.) ed utilizzabile per pavimenti e rivestimenti.
  • Il Consorzio Solidarietà      Sociale di Parma, nella categoria Servizi, per i risultati economici      ottenuti (anche in termini di incremento dei posti di lavoro) attraverso      le attività di servizi per l’ambiente, in primis la gestione della      raccolta differenziata porta a porta. Da lodare la capacità di creare      nuove figure professionali attraverso l’inserimento lavorativo di persone      svantaggiate e l’abilità di coordinare piccole realtà cooperative.

Tre menzioni speciali sono andate a: Scatolificio Sandra di San Polo Torrile (PR), per l’approccio integrato e sistematico tra efficienza dei processi produttivi, risparmio e riduzione delle materie prime e uso razionale di energia; Deco Industrie S.c.p.a. di Bagnacavallo (RA) per lo sviluppo di progetti di riduzione degli imballaggi da PET vergine, sostituendoli con innovativo packaging di materiale riciclato e biodegradabile; Coop Adriatica di Bologna, per aver attivato a Conselice (RA) il primo “Supermercato amico dell’ambiente”, capace di contenere i consumi energetici e le emissioni inquinanti, e per la significativa replicabilità in altri punti vendita della grande distribuzione. Inoltre il nuovo punto vendita ha recuperato un edificio esistente evitando quindi nuovo consumo di suolo. I vincitori scelti da una giuria tecnica composta da esperti del settore, sono stati selezionati da una rosa ristretta di 14 aziende finaliste: Astra (RA), Consorzio Biopiace (PC), Consorzio Solidarietà Sociale (PR), Coop Adriatica (BO), Deco Industrie S.c.p.a. (RA), Eos Group S.p.a. (BO), Frutti da Favola (MO), Graniti Fiandre S.p.a. (RE), ImiWood (BO), Kerakoll (MO), Oltremateria (RN), Pizzoli S.p.a. (BO), Scatolificio Sandra (PR), Umpi Elettronica (RN).

Al premio hanno partecipato 38 aziende provenienti dai più vari settori produttivi: dal commercio all’agricoltura, dall’industria all’artigianato, dai servizi alla persona ai servizi ambientali. Molto varia è stata anche la composizione dei partecipanti: consorzi, cooperative, associazioni di categoria, agenzie di comunicazione, industrie del settore della ceramica o della plastica. La gran parte delle aziende che hanno aderito al premio sono microimprese (13); seguono 10 imprese di grandi dimensioni, 9 piccole e 6 di medie dimensioni. L’intero territorio regionale è stato coperto dal premio: hanno infatti partecipato imprese da tutte le provincie emiliano-romagnole: 14 sono le aziende del Bolognese; 5 quelle diffuse nella provincia di Modena; 4 quelle provenienti da Parma e 4 da Ravenna; da Reggio Emilia hanno partecipato 3 imprese; così come 3 sono le aderenti dal Riminese; 2 dalla provincia di Piacenza; 2 da Ferrara; infine 1 azienda partecipante ha sede nella provincia di Forlì-Cesena.

I candidati hanno proposto iniziative di grande interesse ambientale: riciclo completo dei rifiuti, produzione di prodotti ecosostenibili, uso delle energie rinnovabili, uso di materiale a ridotto impatto ambientale, soluzioni di riduzione dei consumi, politiche a favore del basso consumo energetico, agricoltura biologica, mobilità sostenibile e condivisa (car pooling), commercializzazione e trasformazione dei prodotti agricoli locali, bioedilizia.

“Anche quest’anno – afferma Lorenzo Frattini presidente Legambiente Emilia-Romagna –, attraverso l’attribuzione del Premio, Legambiente ha voluto porre l’accento sul tipo di modello economico e di sviluppo da proporre alle aziende della nostra regione e al mondo della politica. Lo spaccato delle imprese viste nelle due edizioni del Premio sono l’occasione per dimostrare che i germogli per uscire dalla crisi ci sono, partendo anche da paradigmi diversi da quelli che l’hanno prodotta, e recuperando anche i valori etici della solidarietà e del limite. La condizione per far crescere e diffondere questi germogli è che la politica sappia dedicarvi il giusto grado di attenzione e fare la corretta scelta di campo tra le opposte istanze del mondo economico: tra chi vede nell’ecologia un laccio e chi invece sa cogliervi opportunità e nuove strade”.

Il Premio Economia Verde, organizzato da Legambiente Emilia-Romagna, col contributo di Coldiretti Emilia-Romagna e della Regione Emilia-Romagna, e con i patrocini Aster, Anit, CNA Emilia-Romagna, ha preso il via lo scorso 1° dicembre. Le 14 aziende finaliste sono state sottoposte ad una giuria di 5 membri provenienti da vari ambiti e valutate sulla base di tre criteri: ambientale, sociale ed economico. Dalla combinazione dei risultati sono stati individuati i progetti esemplari, le soluzioni più innovative e le buone pratiche facilmente replicabili.

La consegna del Premio Economia Verde si è tenuta al termine di un dibattito sulle prospettive della “green economy” in Emilia-Romagna, al quale hanno partecipato: Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei, Ermete Realacci, membro della commissione ambiente della Camera dei Deputati, Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale Attività Produttive, Piano energetico e Sviluppo sostenibile, Economia Verde, Massimiliano Pederzoli, vicepresidente Coldiretti Emilia-Romagna, Lorenzo Frattini presidente Legambiente Emilia-Romagna.

“Sotto le ceneri depositate dalla crisi arde la brace della green economy”, spiega Realacci. “È una sfida che l’Italia può vincere se saprà cogliere nelle caratteristiche del suo sistema produttivo le radici di una scommessa sul futuro. La green economy, a maggior ragione nel grave periodo che stiamo vivendo, è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuo¬ve e più solide, l’economia italiana. L’Emilia-Romagna, per esempio, con 29.040 imprese green, il 22,7% della regione, è al quarto posto in Italia (7,9%) per numero assoluto di imprese che investiranno in tecnologie e prodotti verdi. È una prospettiva che nel nostro Paese si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il talento, l’innovazione, la ricerca, fattori fondamentali per rendere competitivi i territori e le nostre imprese”.

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