Proroga 730 e IMU: news

Proroga per la consegna del modello 730. In seguito all’introduzione dell’Imu e alla cedolare secca per gli immobili dati in affitto i termini di consegna del modello 730 sono stati rinviati.  Con l’entrata in vigore dell’Imu, l’imposta sugli immobili che sostituisce l’Ici, il quadro I della dichiarazione dei redditi raccoglierà anche i dati inerenti il tributo: compilando tale quadro sarà possibile infatti pagare l’Imu dovuta attraverso il credito Irpef maturato, in tutto o solo in parte. La nuova imposta sugli immobili dovrà essere versata attraverso il modello F24 e successivamente, in sede di conguaglio sulla retribuzione, il sostituto rimborserà l’eventuale differenza tra il credito risultante dalla liquidazione della dichiarazione e l’ammontare richiesto per l’effettuazione del versamento Imu. Conseguenza di queste ultime novità fiscali è dunque la proroga fissata dal presidente del Consiglio dei Ministri per la consegna del modello 730. Sarà possibile far pervenire il modello secondo le seguenti scadenze: entro il 16 maggio per la consegna al sostituto di imposta, datore di lavoro o ente pensionistico; entro il 20 giugno per la consegna ai centri di assistenza fiscale  o ad un professionista abilitato da parte di dipendenti o pensionati. Slittano inoltre anche i termini per i professionisti abilitati, per i Caf e per i sostituti di imposta. In particolare viene spostata dal 31 maggio al 15 giugno la scadenza entro la quale i sostituti di imposta devono consegnare al contribuente una copia del modello elaborata contenente la liquidazione, e di conseguenza tale termine slitta anche per i Caf e professionisti, i quali dovranno consegnare il prospetto di liquidazione entro il 2 luglio. Entro il 12 luglio Caf e professionisti abilitati dovranno invece inviare la trasmissione telematica dei modelli presentati all’agenzia delle entrate.

Imu al via: tutte le regole – Aliquote, calcoli, scadenze: ecco quello che c’è da sapere sull’Imu, la cui prima rata andrà versata entro il 18 giugno. Con un ritardo inaccettabile il Governo ha varato il decreto con le indicazioni operative, complicando ancora di più la vita dei contribuenti: le regole sono complesse. Entro il 18 giugno tutti i proprietari di immobili e terreni dovranno versare la prima rata dell’Imu (Imposta municipale propria). Con un  ritardo inaccettabile il Governo ha varato il decreto con le indicazioni operative, complicando ancora di più la vita dei contribuenti: le  regole sono complesse ed è prevedibile che gli italiani dovranno  avvalersi di rivolgersi a chi presta assistenza fiscale (pagando) per  farsi aiutare. cambiare continuamente le regole del gioco durante  l’anno, poi, viola il principio della certezza del diritto fiscale e lo  Statuto del Contribuente. Ma vediamo le regole della nuova imposta. L’abitazione principale: due o tre rate. La prima rata si versa entro il 18 giugno e il contribuente può scegliere  se versare il dovuto in altre due rate (settembre e dicembre) o soltanto a dicembre.

  • Se decidi di versare in tre rate devi  applicare al valore catastale  l’aliquota ridotta fissata dallo Stato allo 0,4% e dividere il risultato per tre. Verserai la prima tranche entro il 18 giugno, la seconda entro il 17 settembre e la terza entro il 17 dicembre.
  • Se  invece decidi di versare in due rate, dovra dividere il totale per due e versare la prima rata il 18 giugno e la seconda il 17 dicembre.
  • Fai attenzione, perché la rata di dicembre sarà a conguaglio del dovuto  sulla base delle regole che i Comuni possono deliberare entro il 30  settembre prossimo. In pratica, a dicembre rifarai i conti con le regole applicate dal tuo Comune e pagherai la differenza tra il dovuto e  quanto hai versato in una o due rate. Fortunatamente non ci sono  sanzioni e interessi ad aggravare la situazione che oltre a essere  onerosa risulta essere decisamente complessa.
  • Sull’abitazione  principale c’è una detrazione fissa di 200 euro da dividere tra gli  aventi diritto e una ulteriore detrazione di 50 euro per ogni figlio  minore di 26 anni convivente anche se non a carico (per un massimo di 8  figli). In caso di separazione è il coniuge che vive nella casa familiare a dover pagare l’Imu.
Le seconde case: aliquota più elevata e niente detrazioni

Sulle seconde case si applica l’aliquota base dello 0,76%, senza alcuna  detrazione. Il pagamento deve essere fatto entro il 18 giugno per la  prima rata, pari alla metà del dovuto, e il secondo entro il 17  dicembre. La prima rata così calcolata, deve essere divisa ancora a metà per essere versata in parte al Comune e in parte allo Stato, tramite il modello F24. Ancora una volta la rata di dicembre sarà a conguaglio, quindi dovremo aspettare le delibere del Comune per sapere quanto  dovremo pagare di differenza, ma attenzione, anche lo Stato può  scegliere di cambiare le regole prima della scadenza della seconda rata. Infatti, entro il 10 dicembre lo Stato, sulla base di quanto incasserà  con la prima rata, deciderà come e se modificare l’aliquota base. Il povero contribuente dovrà quindi aspettare a ridosso della scadenza (il 10 dicembre cade 7 giorni prima della data utile al versamento) e  rifare i conti di quanto deve allo Stato, di quanto deve al Comune,  sottrarre quanto ha versato e pagare la differenza a chi di dovere.

Nuova modalità di pagamento

Il pagamento deve esser fatto esclusivamente tramite modello F24, pagando online sul sito  dell’Agenzia delle entrate (occorre essere registrati e avere il PIN  d’accesso ) oppure in modo tradizionale in banca, negli uffici postali o presso gli agenti della riscossione (Equitalia). Da dicembre sarà  nuovamente possibile utilizzare il bollettino postale, le cui modalità  di compilazione verranno rese note più avanti. Chi possiede la partita Iva potrà pagare esclusivamente per via telematica. Il vecchio F24 può essere comunque utilizzato fino al 31 maggio 2013. I codici tributo da inserire nell’F24 sono: – 3912 abitazione principale e relative pertinenze (destinatario il Comune) – 3914 terreni (destinatario il Comune) – 3915 terreni (destinatario lo Stato) – 3916 aree fabbricabili (destinatario il Comune) – 3917 aree fabbricabili (destinatario lo Stato) – 3918 altri fabbricati (destinatario il Comune) – 3919 altri fabbricati (destinatario lo Stato) – 3913 fabbricati rurali ad uso strumentale (destinatario il Comune)

Le regole per il calcolo

Per calcolare il valore su cui applicare l’Imu, devi rivalutare la rendita  catastale del 5% e moltiplicare il risultato per 160 in caso di  abitazioni e loro pertinenze. Per gli uffici si moltiplica per 80, i  negozi per 55 e i terreni per 135. Sul valore ottenuto si applica  l’aliquota base o ridotta e si rapporta il risultato al periodo di  possesso e alla percentuale di possesso. Quindi se hai comprato casa a  marzo, dovrai pagare l’Imu per 10 mesi. Ricordati che il mese si conta  per intero solo se il possesso si è protratto per più di 14 giorni.

Libertà ai Comuni

I Comuni hanno facoltà di aumentare o diminuire l’aliquota base di 0,3  punti percentuali e quella sull’abitazione principale di 0,2 punti  percentuali, oltre a rivedere le detrazioni. Purtroppo, grazie a questo  meccanismo assurdo di pagamento, anche chi non dovrebbe versare l’Imu al proprio Comune perché ad esempio ha ridotto l’aliquota o aumentato la  detrazione, deve comunque versare la prima rata con le regole stabilite  dallo Stato e chiedere poi il rimborso per l’eccedenza. I Comuni  hanno la possibilità di assimilare ad abitazione principale la casa di  proprietà di anziani o disabili ricoverati permanentemente in case di  riposo, se non viene data in affitto. Anche in questo caso, fino al  conguaglio di dicembre, queste case devono versare l’Imu come se fossero seconde case, poi, se il Comune in cui si trovano stabilisce  l’assimilazione ad abitazione principale, si dovrà recuperare  l’eccedenza inutilmente versata e che non darà diritto a interessi.

Gli ultimi pagamenti Ici

Se hai qualche pendenza Ici (cartelle in sospeso o ravvedimenti  dell’ultimo minuto per una dimenticanza dello scorso anno) dovrai  utilizzare nuovi codici tributo per i pagamenti: per l’abitazione  principale 3940, per i terreni agricoli il 3941, per le aree  fabbricabili il 3942 e per gli altri fabbricati il 3943, interessi e  sanzioni usanoi ancora i codici 3906 e 3907.

Fonte: ALTROCONSUMO

Annunci

Informazioni su insiemepersangiorgio

https://insiemepersangiorgio.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...