Terremoti: il 70% degli edifici è a rischio crollo

In Italia il 70% degli edifici sono a rischio crolli in caso di terremoti di una certa consistenza. A dirlo gli esperti Enea, Alessandro Martelli e Paolo Clemente, in audizione in commissione Ambiente alla Camera. “Il 70% del costruito – dice Martelli – non puo’ reggere sollecitazioni sismiche che potrebbe subire”. Secondo Clemente la stima “del 70% degli edifici che non supera le verifiche antisismiche” e’ realistica alla luce delle “norme attuali”.

(ANSA) – ROMA, 30 MAG

Annunci

Informazioni su insiemepersangiorgio

https://insiemepersangiorgio.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Terremoti: il 70% degli edifici è a rischio crollo

  1. Zorro ha detto:

    Ing. Curatolo Lei ha tutta la mia ammirazione, per la seria vigilanza che esercita sul nostro territorio e per l’iniziativa rivolta ai terremotati. Mi permetto di suggerirle una riflessione, in considerazione del piano di protezione civile, durante il terremoto dell’Aquila si scatenarono delle polemiche sulla possibilità o meno di prevedere l’evento sismico, i particolare fecero scalpore le dichiarazioni del fisico Giampaolo Giuliani, che dichiarò che quel sisma era previsto. Perché non invitarlo ad una relazione? Giuliani ha elaborato un sistema di monitoraggio dei livelli di Radon, un gas radioattivo che viene liberato dal sottosuolo quando le faglie vengono sollecitate per poi divenire terremoti in superficie. E’ una sorta di campanello di allarme che potrebbe avvertire dell’imminente sisma anche a distanza di 100-150 km ed anche con un anticipo di venti ore, a seconda dell’intensità del sisma. Dunque un lasso di tempo utile che può rivelarsi, vitale.
    «La notte del terremoto che ha ferito a morte la mia città, L’Aquila – ci dice – non sapevo più a chi rivolgermi, vedevo sui monitor di casa mia che la situazione stava precipitando e io non potevo fare nulla perché avevo ricevuto un avviso di garanzia per aver detto che ci sarebbe stato un terremoto ed ero intimorito. Perché non ascoltarlo?
    Zorro

  2. lambertocuratolo ha detto:

    Gent.le Zorro
    Ieri sono andato a gUardare in faccia il terremoto. Sono partito perchè ero sicuro che avrei potuto dare una mano. E così è stato. E così sarà probabilmente anche domani.
    Lo studio dei fenomeni sismici è importantissimo, purtroppo noi Italiani abbiamo smesso da troppo tempo di investire a sufficienza nei nostri giovani ricercatori per studiare la materia e le giuste procedure di costruzione che in altri paesi sono certamente più evolute.
    Il rammarico è certamente per i tanti soldi buttati in cose inutili come finanziamenti ai partiti, clientele, favori ecc e i pochi dati ai nostri ricercatori. La ricerca è la chiave. Sono anni che cerchiamo di demolirla la scuola invece che favorirla.
    Ieri ho visto bene il “senno di poi”, ho sentito anche io di come avremmo dovuto fare se avessimo saputo come fare.
    Mi auguro che la nostra nazione sappia finalmente imparare da quest’ultima dura lezione, che sappia capire dove è giusto investire risorse e dove invece è inutile farlo.
    Tra pochi giorni, mercoledì per la precisione, verrà portato in consiglio dell’Unione il piano intercomunale di protezione civile. Era ora che anche noi avessimo questo strumento che stiamo aspettando da tanto tempo.
    Spero soprattutto che sia un piano ben fatto e adatto alle caratteristiche del nostro territorio, che non sia soltanto una pila di fogli di carta che qualche norma ci impone di fare.
    Vi garantisco che vi terrò informati a riguardo
    Un caro saluto
    P.S. L’attività istituzionale che noi del gruppo “insiemepersangiorgio” portiamo avanti, sarebbe bello che fosse anche finalizzata a chiarire ai nostri compaesani alcune questioni che possono essere poco chiare o sconosciute. Invito pertanto i nostri amici lettori a continuare a proporre argomenti di discussione che saranno certamente trattati su queste pagine.

  3. Zorro ha detto:

    Siamo proprio un paese di buffoni, soldi investiti nei centri per studiare i terremoti e alla fine, dopo che è successa la catastrofe, ci sanno dire con esattezza l’epicentro; sarà mica sufficiente farsi un giro nelle zone colpite per capire l’epicentro del sisma? soldi per studiare la “mappatura del territorio” e alla fine scopriamo che alcune zone indicate come a “basso rischio” sono state rase al suolo. Anche in presenza di zone a “basso rischio”, il che non esclude che si verifichino eventi, perché non si è costruito con criteri che mettano al sicuro da eventuali terremoti? per soldi, sempre per soldi e allora, oggi piangiamo, non possiamo prendercela con nessuno, se non con noi stessi.
    Zorro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...