S. Giorgio, i CC sventano una truffa

Ancora il “vecchio trucco” dello specchietto retrovisore. Questa volta è accduto a San Giorgio, ma i truffatori hanno avuto la peggio. Piu’ particolari su un numero recente del quotidiano locale; li riportiamo in stralcio: “Truffa sventata e impostore denunciato per truffa aggravata. I carabinieri della stazione di San Giorgio sono arrivati ad identificare un truffatore esperto nel “trucco dello specchietto” dopo la denuncia di una 56enne di Travo che non è cascata nel tranello che un 21enne di origine siciliana, ma residente a Piacenza, aveva provato a tirarle il 23 agosto scorso sulla strada comunale per Centovera. I truffatori che utilizzano il trucco dello specchietto simulando uno scontro tra le due auto che in relatà non è mai avvenuto. Un tentativo di truffa che registriamo in aumento che avviene anche in strade di campagna e isolate. In questo caso, infatti, il “finto” incidente sarebbe avvenuto sulla strada comunale di Centovera. Mentre la donna, al volante della sua Fiat Panda passava tranquillamente incrociando la Opel corsa del siciliano, questo ha simulato una specie di “botto”, probabilmente lanciando un sasso dall’auto. Arrivati a questo punto della truffa, la dinamica è sempre uguale. I due scendono dalla macchina, il truffatore mostra lo specchietto rotto e sostiene che lo scontro appena avvenuto sia alla base del danneggiamento. «Per evitare la franchigia dell’assicurazione conviene metterci d’accordo in contanti – ha proposto il truffatore – se mi da 100 euro chiudiamo qui la faccenda». Ma la 56enne di Travo non ci è cascata e ha proposto di chiamare i carabinieri per far dirimere a loro la faccenda. Da qui sono partite le indagini, che hanno goduto del numero di targa del truffatore che la donna si era annotata. Ieri l’epilogo, reso noto dal comando carabinieri provinciale, con la denuncia a piede libero per truffa aggravata del siciliano classe ‘91. «Il consiglio che diamo in questi casi è quello di compilare sempre il modulo della cosiddetta “constatazione amichevole” – ha sottolineato ieri il maggiore Scarpa -. Altrimenti per ogni dubbio rivolgetevi ai carabinieri che potranno aiutarvi e, nel caso, smascherare il truffatore”.

Come funzionano queste truffe:  Colpo sull’auto poi, come per incanto esce un’auto dal traffico e ti lampeggia, se ci riesce ti supera e ti blocca, altrimenti lampeggia di continuo, fino ad “agganciare” la vittima predesignata. Comincia così la truffa dello specchietto: il malfattore ti lancia qualcosa sulla carrozzeria (chi ha figli piccoli sa cosa sia lo Skifidor, una palla gelatinosa che poi cade a terra), poi ti ferma per parlare dei suoi danni. Alla proposta di riempire un CID risponde che ha fretta (sempre, è un componente fisso della truffa) e che è molto meglio sfuggire alla tirannia della Bonus-Malus e saldare “brevi manu”. Il danno mostrato dal malvivente è un retrovisore rotto, una (vecchia) ammaccatura sulla carrozzeria, a volta perfino piena di ruggine.
Se si è in mezzo al traffico si cerchi compagnia a quel punto, ma attenti ad evitare che la suddetta compagnia non sia il compare del truffatore. Meglio un telefonino allora, e chiamare Polizia o Carabinieri, Guardia di Finanza o Polizia Locale, subito. Se non c’è nessuno però – e magari il truffatore è in compagnia, oppure semplicemente molto robusto e potenzialmente pericoloso – meglio sfoderare un pizzico di vigliaccheria e conciliare, trattando come se si fosse in un mercato arabo.
“In tasca ho solo 20 euro” può essere la battuta risolutiva per transare a nostro favore, mai fornire indirizzo di casa o numeri di telefono, se vi chiedono di andare da qualche parte non fidarsi mai, meglio raggiungere un vicino Commissariato,

  una postazione in cui ci sia qualcuno in divisa in grado di aiutarvi.
Ma una segnalazione dell’ASAPS (Amici della Polizia Stradale) informa che ora ricorrono anche a manifestazioni più vistose, con sangue e ferite esposte. L’esempio segnalato si riferisce ad un uomo che cammina lungo la carreggiata, lato destro, nonostante ci fosse un marciapiede spazioso. Dopo aver colpito la fiancata dell’auto guidata dal futuro truffato con la mano, con rumore e chiusura dello specchio laterale, mostra la mano destra sanguinante, mostrando i segni di sangue sulla portiera. La dinamica non è convincente: il sangue non fuoriesce subito e soprattutto non in quella quantità per un taglio provocato da un orologio che avrebbe urtato lo specchietto, ma discutere non è facile, soprattutto se si è persone oneste. In questa sceneggiatura gli effetti speciali (sangue) sono  resi possibili da pregresse ferite fatte rimanere vive e aperte per creare l’ambiente giusto e la risposta adatta da parte della comparsa. Viene da pensare quindi che il truffatore si sia volontariamente tagliato il dorso della mano per racimolare 100 euro… la miseria, la crisi, i tempi in cui viviamo, impensabile, ma non impossibile.
E arrivano subito motivazioni accessorie: devo prendere il treno, lavoro lontano, prendo uno stipendio da fame e se non mi presento la mia famiglia ne soffrirà …. Insomma il truffato viene idealmente circondato da situazioni cui è sempre più difficile sfuggire. Spesso, inoltre, il truffatore esibisce anche una carta d’identità (forse con foto giusta, altrettanto probabilmente con dati inventati). Occhio allo specchietto, dunque, e viaggiare con sicure abbassate, cercando di non scendere dall’auto e chiamando la Forze dell’Ordine per chiedere aiuto. I truffatori, infatti, identificano il soggetto da mettere in mezzo scegliendolo tra gli automobilisti che viaggiano da soli, le mamme con bambini piccoli, le persone anziane, insomma le categorie più rischio. Cosa fare? Tingersi la barba di nero, portare in auto il cane (cattivo) o un amico nerboruto? Possono essere rimedi efficaci, ma soprattutto è bene essere attenti e diffidenti.

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