Botta e nonrisposta

Dopo la pubblicazione sul quotidiano locale di un lugo ed articolato intervento dei consiglieri di opposizione (era l’agosto scorso) una “nonrisposta” dalla torre d’avorio dell’amministrazione comunale di San Giorgio. Vi proponiamo rispettivamente la “botta“, seguita dalla “nonrisposta”:

“Chiediamo nuovamente ospitalità per far sentire la nostra voce, in qualità di consiglieri comunali di minoranza di San Giorgio, visto che il comportamento anti-democratico del sindaco Tagliaferri e della sua maggioranza ci impedisce di farlo nel luogo a questo appositamente deputato e cioè all’interno del consiglio comunale. Questa volta vogliamo segnalare la situazione pesante per gli abitanti di San Giorgio creata dalla cattiva amministrazione dell’attuale maggioranza in tema di tasse e tributi locali. Durante la recente assemblea dell’Ato di Piacenza (Autorità d’Ambito), svoltasi il 23 giugno scorso, sono stati resi noti i dati relativi agli aumenti della tassa dei rifiuti registrati, nel 2012, nei diversi comuni della ex-provincia di Piacenza. San Giorgio è saldamente al comando, in questa poco gradevole classifica, con un aumento del +3,90% rispetto all’anno precedente; valore ben superiore, per esempio, rispetto a quelli fatti registrare dagli altri comuni dell’Unione Valnure-Valchero: Carpaneto (+3,00%), Podenzano (+1,70%) e Vigolzone (+1,00%). Il nostro Comune si distingue, purtroppo, anche in questo. Nonostante lo strenuo tentativo dei nostri amministratori di far credere ai cittadini che va tutto a meraviglia e che San Giorgio è una piccola “oasi felice” piena di feste danzanti ed inaugurazioni varie, i dati della vita reale sembrano raccontare una verità ben diversa. Questa ultima sberla dell’aumento della tassa rifiuti rappresenta una “beffa tremenda” per tutti i sangiorgini, visto che in campagna elettorale l’attuale sindaco aveva tuonato in modo particolare contro la tariffa-rifiuti troppo alta. Al riguardo della raccolta rifiuti, infatti, il programma elettorale del sindaco Tagliaferri e del suo gruppo di maggioranza recitava tra l’altro “Interventi su Enìa per il contenimento delle tariffe relative allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; verifica della possibilità di ottenere da altri soggetti pubblici o privati condizioni di servizio migliori per qualità e prezzo”… parole che alla luce dei recenti sviluppi hanno oggi un sapore addirittura “comico”. D’altro canto, i cittadini di San giorgio dovrebbero ormai aver ben compreso che gran parte di quello che Tagliaferri e soci proclamavano prima delle elezioni erano solo “false promesse” fatte per squallidi scopi elettorali e che poi nessuno avrebbe mantenuto. Al riguardo delle imposte e delle tasse comunali, il programma elettorale di Tagliaferri recitava: “Impegno per il contenimento della imposizione fiscale di competenza comunale che attualmente ha raggiunto i livelli massimi consentiti”. Peccato che fino ad oggi, dopo tre anni di amministrazione Tagliaferri, nessuno si sia accorto di tale “impegno” e che San Giorgio rimanga uno dei pochi comuni della ex-provincia di Piacenza ad avere l’aliquota dell’addizionale Irpef comunale al valore massimo consentito dalla legge. Ci chiediamo perché i cittadini di San giorgio debbano continuare a pagare il quadruplo dell’Irpef comunale pagata dagli abitanti di Podenzano ed il doppio di quella pagata a Vigolzone? Un profano potrebbe pensare che, forse, noi cittadini di San Giorgio abbiamo dei servizi molto più efficienti dei nostri vicini, ma se, per un momento, avesse occasione di passare nella nostra Piazza Marconi e di osservarne lo “sconcertante” stato di abbandono, si renderebbe immediatamente conto di quanto sbagliata sia questa idea. Noi crediamo che questa abnorme differenza nei livelli della tassazione comunale sia dovuta soprattutto alle scarse capacità e competenze di chi ci sta attualmente amministrando e temiamo che, a breve, potremmo avere una ulteriore e triste conferma di questo nostro pensiero. Il nostro Sindaco, infatti, non ha ancora comunicato il valore delle aliquote comunali dell’IMU, la nuova tassa sugli immobili introdotta dal governo Monti, rimandando tale decisione a Settembre. Come noto, in base a quanto stabilito dal governo, ciascun comune è libero di stabilire i valori delle aliquote comunali dell’IMU all’interno di un intervallo prefissato: le aliquote per la prima casa possono variare da una base minima del 4 per mille fino ad un massimo del 7 per mille, mentre per le seconde case e gli altri immobili da una base minima del 7,6 per mille fino ad un massimo del 10,6 per mille. In qualità di consiglieri comunali dei gruppi di minoranza, anche tenendo conto della grave crisi economica che sta attraversando il nostro Paese, chiediamo ufficialmente al sindaco Tagliaferri di rispettare quanto promesso in campagna elettorale e di fissare entrambe le aliquote comunali al valore minimo consentito dalla legge e gli ricordiamo che alcuni comuni piacentini hanno addirittura deciso di alleggerire ulteriormente tali aliquote comunali al di sotto del valore minimo previsto dalla legge. Rimaniamo, insieme a tutti i cittadini di San Giorgio, in trepidante attesa di conoscere che cosa partorirà questa volta lo “strenuo impegno” nel contenimento delle imposte locali promesso da Tagliaferri, ma se, come dice un vecchio proverbio, “il buongiorno si vede dal mattino”, visto cosa ha combinato fino ad ora il nostro primo cittadino in tema di tasse e tributi locali, sentiamo davvero “puzza di bruciato”.

La nonrisposta (10.09.12): ”

“Caro Direttore, le scriviamo per evidenziare l’inesattezza delle osservazioni che i consiglieri comunali di minoranza di San Giorgio hanno inteso esprimere nella sua rubrica del 23 agosto, relativamente agli aumenti che l’Amministrazione comunale di San giorgio avrebbe intenzione di approvare ee attuare. Ennesima critica sterile e basata su elementi estrapolati in modo strumentale dal corretto contesto per ottenere un distorto orientamento dell’opinione pubblica, che oltre a essere astiosa e improduttiva fornisce un’ informazione errata e quindi dannosa per la collettività. Per ristabilire un criterio di verità occorre innanzitutto ricordare come tutto il sistema di raccolta e di calcolo dei costi sia di competenza di Atersir. Anche se il Comune ha un suo ruolo in detto Ente, l’evoluzione del servizio e dei costi rispondono a dinamiche di condivisione provinciale finalizzate al raggiungimento di un sistema il più possibile stabile sia come controllo dei prezzi, che come gestione degli smaltimenti a livello provinciale, e non di singolo comune. Nell’articolo si sostiene che il Comune di San Giorgio, a dispetto delle promesse elettorali del sindaco in carica, detenga il “poco gradevole primato” nella classifica provinciale degli aumenti della tassa sui rifiuti registrati nel 2012, avendo applicato alle tariffe un aumento del 3,90% rispetto all’anno precedente. Chiunque si voglia documentare vedrà, invece, che il sistema tariffario adottato dal Comune di San Giorgio (delibera del Consiglio locale di Piacenza numero 6/2012) per lo smaltimento dei rifiuti è di tipo “T. I. A. ” e che la tariffa di base applicata risulta essere tra le più basse fra tutti i Comuni della Provincia di Piacenza e certamente la più bassa tra i Comuni dell’Unione e quelli limitrofi. Lo stesso sistema, corroborato da un’oculata e civica raccolta differenziata, può portare ad una riduzione degli oneri in bolletta anche del 50%. L’utilizzo della pesa per i rifiuti differenziati installata presso il Centro di raccolta ha consentito infatti, nel corso dell’anno 2011, di ottenere un totale di 8.500 euro di sconti assegnati ai singoli utenti: un risparmio che si traduce in una riduzione media della bolletta sino al 20% del totale. Inoltre per chi, avendo orti e giardini, ha la possibilità di aderire al compostaggio domestico, può avvalersi di un’ulteriore scontistica di circa il 10% degli importi in bolletta: se sembrasse poco, si che nel solo comune di San Giorgio sono attive oltre 440 utenze. Dai documenti consultabili presso l’Agenzia d’ambito si evince, poi, chiaramente che nell’anno in corso è stato mantenuto invariato il rapporto costo/svuotamento, con la conseguenza che il costo del servizio per abitante nel Comune di San Giorgio è ancora ampiamente il più basso tra i Comuni che hanno adottato il regime tariffario. Rileviamo inoltre che gli autori della lagnanza rivestono il ruolo di consiglieri comunali e che, in quanto tali, compete loro la documentata partecipazione al processo decisionale dell’Amministrazione in carica. Prima di certificare pubblicamente le proprie lagnanze, avrebbero potuto e dovuto, dunque, consultare l’archivio delle delibere di approvazione delle tariffe: tale elementare ed asettica consultazione sarebbe risultata loro oltremodo agevole proprio in ragione della carica rivestita. Nell’archivio delle delibere di approvazione delle tariffe si legge infatti che nel Comune di San Giorgio il costo annuo per lo smaltimento dei rifiuti è di circa 103 euro per abitante, contro una media dei costi a modello, di circa 115 euro per abitante. Constatata l’evanescenza delle argomentazioni addotte dalla minoranza, non possiamo dunque esimerci dall’esternare due semplici considerazioni. La prima riguarda la sede nella quale le rimostranze sono state rese pubbliche: perché scrivere a un quotidiano locale quando avrebbero potuto (e dovuto?) più propriamente partecipare al processo decisionale nella opportuna sede di Consiglio comunale e nel quale avrebbero avuto immediata risposta alle proprie lagnanze? Forse per la consapevolezza dell’inconsistenza dei loro argomenti? La seconda deve riferirsi all’omessa, e auspichiamo non strumentale, valutazione di elementi informativi e documentali facilmente acquisibili da un consigliere comunale presso le strutture pubbliche interessate: sciorinare dati statistici ricavati tramite ragionamenti propri appare poco credibile, il renderli poi pubblici nella loro forma distorta risulta, inoltre, moralmente scorretto: tale premessa, infatti, tradisce la volontà di manipolare l’opinione pubblica, condita dal malcelato vittimismo che si legge tra le righe dell’articolo in questione. Un’azione amministrativa corretta non dovrebbe avere come fine il perseguimento e il miglioramento del benessere duraturo della collettività? Nell’attuale momento di crisi economica, se il Comune si indebitasse per non adeguare ai concreti e attuali bisogni i costi del servizio di smaltimento, può qualcuno ancora credere che tale condotta non ricadrebbe, e a breve, sugli utenti in termini sia di costi, che di qualità? Ciò che appare chiaro ad ogni cittadino, pare non essere chiaro per i consiglieri di minoranza del Comune di San Giorgio.”

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Una risposta a Botta e nonrisposta

  1. Luigi ha detto:

    Beh, forse questi consiglieri l’anno fatto per via della dittatura di san giorgio dove non è possibile parlare e discutere. La democrazia direbbe di portare avanti un’interesse comune e maggioranza e minoranza dovrebbero collaborare per portare al comune il miglior risultato. Ma purtroppo già nel nazionale in Italia si nota che la minoranza va sempre contro la maggioranza per un meccanismo malato del sistema.Mentre a san Giorgio succede anche di peggio, chi dice la sua idea viene attaccato e zittito.
    Tra le promesse del sindaco non mantenute ricordo il maggior impegno sulla cura delle frazioni. Chiunque può andare a fare un sondaggio in tutte le frazione del comune per vedere cose ne pensano.
    E gli esponenti “nascosti” della lega? si è saputo poi chi sono?

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