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AUTOTUTELA: In tutti i casi in cui un atto (verbale, cartella esattoriale, etc.) e’ palesemente illegittimo o errato -perche’ per esempio riguarda una tassa, un tributo o una multa regolarmente pagata- prima di presentare il vero e proprio ricorso e’ possibile tentare di ottenerne l’annullamento in modo “amichevole” presentando richiesta tramite l’istituto di autotutela. Per per saperne di più: autotutela97-2003. Scaricare GRATIS il modulo? Clicca qui a destra: autotutelaModulo97-2003

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Conciliazione obbligatoria: Da qualche giorno la conciliazione è diventata obbligatoria per i contenziosi civili: prima di rivolgersi a un avvocato bisognerà tentare la via dell’accordo davanti a uno degli organismi abilitati. E’ entrato infatti in vigore il decreto legislativo n° 28 del 4 marzo

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CONSIGLIERA DI PARITÀ

CONTRATTI TIPO (dal sito della Camera di Commercio di Piacenza): La legge n. 580 del 29 dicembre 1993 ha assegnato alle Camere di Commercio numerose funzioni di regolazione del mercato, tra le quali è compresa la promozione di contratti tipo. Gli Enti camerali, avvalendosi anche della collaborazione delle Associazioni dei consumatori e delle imprese, hanno il compito di verificare a livello preventivo, i comportamenti degli operatori professionali e, al fine di garantire rapporti negoziali chiari e non penalizzanti per i consumatori, predispongono e promuovono modelli contrattuali  standard, i contratti-tipo, che devono essere conformi alle disposizioni in materia di tutela del consumatore e depurati al loro interno dalla presenza di clausole vessatorie. L’adozione di tali contratti può limitare l’insorgenza di possibili controversie derivanti dall’applicazione del contratto, nei rapporti tra consumatori ed imprese o professionisti. Unioncamere, al fine di coordinare e supportare l’attività istituzionale del sistema camerale su questi temi della regolazione del mercato, con la collaborazione degli stessi Enti camerali, delle Categorie economiche interessate e delle Associazioni dei consumatori, ha realizzato la pubblicazione “I contratti-tipo e i pareri sulle clausole inique delle Camere di commercio” che raccoglie contratti tipo e  pareri sulla presenza di clausole inique presenti nei modelli standard, in diversi settori economici: commercio, turismo, artigianato, edilizia, trasporto e servizi.La stessa Unioncamere ha inoltre predisposto uno specifico portale telematico. In particolare, attraverso l’interazione con il suddetto portale web, sarà possibile scaricare le linee guida, i contratti-tipo, i pareri resi sulle clausole inique ed i codici di condotta condivisi a livello nazionale nonché consultare la raccolta della normativa relativa al diritto dei contratti ed alle clausole vessatorie. Informazioni: Telefono 0523/386218-230 mail: regolazione.mercato@pc.camcom.it

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Il numero verde unico del Servizio sanitario regionale 800 033 033 fornisce le informazioni necessarie per sapere dove andare, cosa serve, come fare per usufruire dei servizi sanitari e socio-sanitari erogati. La telefonata è gratuita sia da fisso che da cellulare. E’ aperto nei giorni feriali dalle  8,30 alle 17,30 e il sabato dalle 8,30 alle 13.30.     Reddito ed esenzione ticket. Ecco tutti i dettagli dell’Asl  (da “Cronaca” del 24.02.2011) – clicca QUI per la modulistica

TUTTO SU:

Assistenza protesica

Indennizzi “sangue infetto” (legge 210/92)

Prestazioni ed esami in gravidanza 26/01/12

Assistenza sanitaria all’estero 12/01/12

Liste di attesa 30/11/11

L’assistenza territoriale 28/07/11

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Rateizzazione delle CARTELLE ESATTORIALI in favore dei lavoratori e delle imprese coinvolte dalla crisi.                                                                                                             – dal sito del Comune di Piacenza: “Una CASA alle giovani coppie e ad altri nuclei familiari  Con il programma di sostegno alle giovani coppie … la Regione Emilia Romagna si propone di soddisfare celermente a condizioni più agevoli di quelli di mercato, la domanda di servizi abitativi . …” Prestazioni sanitarie agevolate per lavoratori colpiti dalla crisi e altre fasce deboli – La Regione approvato la Delibera n. 1036/2009 che contiene una pluralità di provvedimenti a sostegno di lavoratori colpiti dalla crisi e ad altre fasce deboli per l’ accesso alle prestazioni sanitarie, prestazioni specialistiche ambulatoriali e assistenza farmaceutica. Clicca QUI per informarti da solo.                                                                           – Esenzione ticket per reddito. Cambiano le modalità per certificare l’esenzione dal ticket in base al reddito per visite ed esami specialistici. Clicca QUI per informarti da solo.  – Agenzia per l’Affitto: Che cosè l’Agenzia dell’Affitto? Il progetto “Agenzia dell’affitto” è stato realizzato x migliorare la situazione abitativa nel territorio provinciale favorendo l’incontro tra chi cerca casa in affitto e chi possiede alloggi. Clicca QUI per informarti.           – Contributi per affittiDALLA REGIONE                                                                                     Adattare la casa ai bisogni di anziani e disabili: consulenze, contributi, agevolazioni per acquistare ausili e superare barriere architettoniche

Telefono Verde AIDS e IST 800 861 061

Telefono Verde Alcol 800 63 2000

Telefono Verde Anti-Doping 800 89 69 70

Telefono Verde Fumo 800 554 088

Telefono Verde Malattie Rare 800 89 69 4

da “consumER”: Stop agli incidenti domestici

Lo spazio domestico, spiegano i rapporti ufficiali, provoca il doppio degli incidenti gravi che avvengono nei luoghi di lavoro. Ecco come prevenirli.

Le principali cause dei danni

Come garantire la sicurezza

La cucina: tutti i suggerimenti

Impianto a gas, caldaie e scaldabagni

Il bagno è ad alto rischio

Attenti a questi tre…

Le principali cause dei danni

Fra i luoghi più insidiosi c’è la cucina, seguita dal bagno, dal soggiorno e dalle altre camere (anche i danni strutturali sono alti). Tra le cause principali che mettono a rischio salute e incolumità ci sono i comportamenti individuali, seguiti dalla cattiva qualità dei manufatti, degli apparecchi e delle strutture, dalla mancanza di manutenzione e infine dalla mole dei prodotti potenzialmente tossici e pericolosi che entrano in casa.

Una delle cause di danno più denunciate al Nord come al Sud è da imputare alle infiltrazioni e alle perdite d’acqua. Insomma, tra qualità delle strutture, degli apparecchi e condizioni d’uso è bene fermarsi a riflettere sulle regole per prevenire incidenti e vivere più tranquilli tra le nostre mura domestiche.

Come garantire la sicurezza

Ecco, dunque, come garantire la sicurezza locale per locale. Analizzando gli impianti di luce e gas, le tubature dell’acqua, i prodotti per l’igiene, certi piccoli attrezzi, i farmaci.

Per vivere in modo sicuro negli ambienti domestici è necessaria una maggior consapevolezza nel loro uso, tenendo sempre ben presente i possibili rischi.  Alcuni piccoli interventi nella disposizione dei locali, degli arredi, dell’illuminazione, delle finiture e dei colori possono essere utili e opportuni per vivere in tutta sicurezza la propria casa.

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La cucina: tutti i suggerimenti

La cucina è tra gli ambienti a maggior rischio perché le attività che vi si svolgono comportano l’uso di apparecchiature a gas ed elettriche e l’impiego di materiali pericolosi (liquidi bollenti e sostanze infiammabili, tossiche e caustiche).

Gli infortuni tipici che si verificano in cucina sono le ferite provocate da strumenti taglienti (forbici, coltelli, affettatrici) e le ustioni causate da liquidi bollenti e dalla fiamma dei fornelli. Seguono le scosse elettriche, dato che numerosi elettrodomestici vengono utilizzati in prossimità o a contatto diretto con l’acqua.

Consideriamo anche che i rischi sono maggiori se aumentano le dimensioni del locale, il numero delle persone che lo frequentano e le attività svolte. Spesso la cucina viene infatti utilizzata anche per stirare, per lavorare e scrivere e dai bambini per giocare o studiare.

Vediamo, allora, come migliorarne la sicurezza.

  1. I mobili componibili vanno collocati in modo che tra di essi vi sia una buona relazione d’uso, senza intralci sui percorsi da compiere per passare dall’uno all’altro. Per esempio: la cucina sviluppata su tutta la lunghezza di una parete è generalmente troppo lunga e richiede un maggior consumo di energie per gli spostamenti, quindi di manovre faticose. La soluzione a “elle” è di solito la migliore perché accorpa il gruppo piano di cottura-frigorifero-lavello, separandolo dagli altri elementi. Questa scelta non è casuale: gli studi ergonomici hanno individuato un ipotetico “triangolo” delle attrezzature fondamentali i cui vertici sono appunto costituiti dal piano di cottura, dal frigorifero e dal lavello. È però necessario che tra i vertici del triangolo non s’inseriscano porte o mobili spigolosi o su ruote, piuttosto che ingombri in muratura o a pavimento.
  2. Il piano di cottura non deve essere mai situato in un angolo (dove è più faticoso muoversi) o dietro a una porta dove chi cucina può essere urtato da chi entra all’improvviso.
  3. I piani di lavoro della cucina devono essere alla stessa altezza e quelli ai lati della piastra di cottura devono avere rivestimenti di materiale adatto a sopportare l’appoggio di pentole roventi.
  4. Altri suggerimenti: non collocare armadietti sopra il piano di cottura; il pensile in cui vengono riposti liquidi pericolosi deve essere situato in luogo alto e sicuro; applicare sempre una ventolina funzionante per depressione applicata al vetro della finestra di cucina.
Impianto a gas, caldaie e scaldabagni

In ordine decrescente d’importanza, in termini di danni alle persone, gli incidenti dovuti al gas rientrano in due categorie: intossicazione da ossido di carbonio (CO); esplosione nell’ambiente o negli apparecchi per fughe dall’impianto o dagli apparecchi stessi.

La prima regola è di chiudere sempre il rubinetto generale quando il gas non è in uso. Quanto ai rischi più comuni legati all’uso di fornelli a gas si raccomanda di utilizzare apparecchi dotati del maggior numero di dispositivi di sicurezza (termocoppie, manopole autobloccanti ecc.), di chiudere sempre l’interruttore centrale quando non si usa l’apparecchio, di non lasciare pentole incustodite sul fuoco, di utilizzare sensori del gas.

Per chi adotta caldaie o scaldabagni a gas si consiglia di usare i tipi a fiamma sigillata. Lo scaldabagno va poi controllato da un tecnico abilitato ogni due anni (e non va mai installato in bagno o in camera). In caso di riscaldamento autonomo, la manutenzione della caldaia va eseguita ogni due anni. Il tipo a condensazione è oggi quello più sicuro e a risparmio.

Consigli aggiuntivi: come per l’impianto elettrico, l’installazione a vista consente il costante controllo delle condizioni delle tubature. La normativa ne permette il passaggio “sotto-traccia” purché i tubi siano annegati nella malta cementizia e siano chiaramente individuabili e purché nel tratto sotto-traccia non ci siano congiunzioni di alcun tipo.

I tubi del gas non possono essere posati a contatto con le tubazioni dell’acqua, all’interno di garage, nei locali dei contatori elettrici, nei depositi di materiali infiammabili.

Ventilazione e scarico dei fumi: si ricorda che, perché il gas possa bruciare in modo corretto, occorre che la fiamma sia alimentata dalla giusta quantità di aria. Serve quindi una corretta ventilazione naturale e, in mancanza di questa, il potenziamento con ventole a muro o a serramento, soprattutto oggi che i serramenti, per ragioni di risparmio energetico sono realizzati a tenuta perfetta.

È necessaria una presa d’aria che abbia una superficie di almeno 6 cm quadrati per ogni kW di portata termica, con un minimo di 100 cm quadrati.

Altro elemento importante per l’evacuazione dei prodotti della combustione è il condotto per lo scarico dei fumi. È sempre necessario controllare che il tiraggio non sia ostacolato da fuliggine o impedimenti vari. I fumi prodotti dall’apparecchio di cottura devono essere scaricati in una canna che non può essere usata per ricevere i fumi di altri apparecchi (scaldabagni, caldaie).

Le caldaiette per riscaldamento autonomo e per gli scaldabagni a gas richiedono le stesse precauzioni necessarie per gli apparecchi di cottura.

Il bagno è ad alto rischio

Insieme alla cucina, è un ambiente ad alto rischio a causa della vicinanza tra l’acqua e le apparecchiature elettriche ed è spesso uno spazio angusto.

Gli infortuni letali nella stanza da bagno sono per lo più quelli da “elettrocuzione” ossia quelli causati dall’uso del phon o di altre apparecchiature elettriche con le mani o i piedi bagnati o stando immersi nella vasca da bagno.

Aspetti da tenere d’occhio:

  • lo scaldabagno a gas: la normativa pone notevoli vincoli per quelli a fiamma libera ed è vietata l’installazione di quelli di Tipo A (istantanei fino a 11 kW e da 50 Iitri fino a 4,65 kW);
  • i medicinali: vanno tenuti in armadietti chiusi e lontani da fonti di calore. Così i prodotti per la pulizia e per lo sgorgamento delle tubature;
  • per evitare scivolamenti sul pavimento bagnato: basta un ampio tappeto in materiale antisdrucciolo e sul fondo della vasca, un apposito tappetino di gomma;
  • l’impianto elettrico: se non rispetta le distanze dagli apparecchi igienici può causare diversi infortuni; phon, stufette, radio, impianti stereo vanno usati con cautela e posizionati su mensole ampie e mobiletti fissi (dopo l’uso staccate le spine);
  • se la piastra del calorifero è d’acciaio o di alluminio a spigoli vivi, l’elemento andrebbe rivestito con un mobiletto a spigoli arrotondati o sostituito con un modello a elementi tubolari;
  • la serratura della porta: deve essere apribile anche dall’esterno perché si possa soccorrere una persona colta da malore.
Attenti a questi tre…

I pezzi più normali, in casa, sono spesso i più importanti. Soprattutto quando si pensa alla sicurezza.

  1. La cucina a gas. Il più semplice dei pezzi domestici necessita cura nella scelta e nel mantenimento. Piastre di cottura e forno devono essere a perfetta tenuta. Le prime devono essere a termocoppia (con un rilevatore di temperatura che si spegne all’occorrenza). Il forno deve avere un vetro con termocamera, per evitare che diventi ustionante, e la portella deve chiudersi in modo ermetico.
  2. La spina elettrica. Quelle marcate Ce e Imq sono a “prova di vita”. Nel senso che anche attaccandole e staccandole alla presa di corrente migliaia di volte hanno dimostrato di mantenere i requisiti di sicurezza. Quando la spina di un apparecchio non entra nella presa, usate un adattatore marchiato. Per la ciabatta: evitate troppe spine, comunque mai superare i 1.00 watt per non provocare cortocircuito.
  3. I cavi elettrici. Devono resistere anche a elevate tensioni (in presenza di umidità e acqua diretta), non si devono forare e devono poter subire trazioni senza spezzarsi. Sceglieteli col marchio Imq.

links alle associazioni di consumatori:

 adiconsum

 adusbef

 Altroconsumo 

 cittadinanzattiva

codacons

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